"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero

giovedì 31 maggio 2012

I tempi “insensati” delle organizzazioni


di
Francesco Zanotti
f.zanotti@cse-crescendo.it


Le azioni nei confronti del mercato e del più generale ambiente sociale, politico e culturale vengono decise, da parte di una organizzazione (economica o non), in base a ragioni “interne”. Vengono attivate quando l’organizzazione lo ritiene più opportuno. E questo modo di procedere sembra naturale: che cosa c’è di sbagliato nel fatto che una organizzazione decida di fare azioni importanti verso l’esterno solo quando è “pronta”? Quando, ad esempio, tutte le caselle dell’organigramma sono a posto?
C’è di male il fatto che i tempi di sistemazione dell’organigramma dipendono dai processi negoziali interni che vivono in una dimensione del tutto autoriferita. 
Il risultato è che si viene sorpresi dall’ambiente che bussa alla porta dell’organizzazione quando non si sente ascoltato. E, quando bussa, lo fa sempre violentemente. Si palesa all’organizzazione come minaccia, crisi.
L’ambiente esterno è sempre carico di potenzialità di futuro. Se una organizzazione non si fa carico di far precipitare queste potenzialità in qualche opportunità per lei interessante, le potenzialità precipiteranno in minacce.  E le minacce busseranno in un momento che l’organizzazione giudicherà inatteso (ed ovviamente inopportuno) solo perché ha deciso di finalizzare l’esterno ai propri equilibri interni.

Tanto più una organizzazione è grande, tanto più la prevalenza delle beghe interne è assoluta e tanto più questa stessa organizzazione sarà sorpresa, sempre negativamente, da eventi esterni che sarebbero stati gestibilissimi se non si fosse aspettato che bussassero alla porta con la faccia truce della minaccia.

La via per non essere sorpresi da minacce, ma per vivere in un mondo di potenzialità che possono essere trasformate in opportunità, è quella di smetterla di guardare all’interno. 

1 commento:

  1. vanni sartorato1 giugno 2012 07:17

    sono perfettamente d'accordo con la riflessione, anche se spesso, la chiusura verso il mercato viene mascherata come cautela.
    la preparazione la fa il mercato e la dimanicità dell'organizzazione si affina ascoltando il mercato, non le sensazioni che nascono dal nucleo che si crea all'interno. Spalanchiamo le porte e affrontiamo con viso aperto le sfide. Non saranno per nessun motivo fallimenti, ma grandi opportunità di crescita.

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