di
Francesco Zanotti
E’ una citazione
che “distrugge” l’idea stessa di ”corso”, di "sistemi di corsi" per colmare gap
di competenze et similia.
La citazione: “La
memoria biologica è integrativa e ricostruttiva”. E’ tratta da Mente (o della
natura dei soggetti) di Luca Angelone e Danila Tagliaferro, all'interno del volume
“Filosofia contemporanea” a cura di Tiziana Andina, edito da Carocci Editore.
Più che una
citazione è una evidenza scientifica accettata, non è una opinione specifica
dei due Autori.
Questo significa
che, se si propongono “corsi” di “soft skills”, anche attraverso esperienze
esistenzialmente intense, non si sa come la mente umana integra e ricostruisce
queste “soft skills” che esistono nella mente del docente.
E, allora, perché
continuare a fare corsi? Perché, da parte dei consulenti, continuare a
proporli? Quante aziende hanno ancora cataloghi di formazione?
Ovvio che il
discorso è diverso se si parla di conoscenze strutturate, come le conoscenze
professionali. Ma, anche in questo caso, è necessario tener conto che la mente
integra e ricostruisce, non si limita a registrare. Questo significa che non
basta “spiegare”. Occorre progettare tutte le operazioni che servono a gestire
il processo di integrazione e ricostruzione: impatto, comprensione, ricordo, utilizzo
super apprendimento e padronanza. Come sostiene Massimo Bellagente in E-learning
e creazione della conoscenza, edito da Franco Angeli.