"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero
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domenica 9 aprile 2017

Il “disastro” delle PMI come back-up occupazionale

di
Francesco Zanotti

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Ti hanno più o meno gentilmente spiegato che “non è cosa”? Cioè che non servivi più in quella grande impresa? Allora diventi consulente delle piccole e medie imprese. Un disastro peggio del venire meno del credito bancario …

Come sempre quando si parla del peccato si può anche parlare del peccatore, ma anonimamente.
Leggo (non dico dove e non dico quando) di qualcuno che, interrotto il rapporto di “managerialità” (non specifico in che area) con una multinazionale, fa la scelta di vita di trasferire il bagaglio di competenze sviluppato in quella multinazionale nel mondo delle PMI.
Per carità, è legittimo cercare un altro lavoro quando si viene buttati fuori, ma non è lecito cercare di fare danni.
Infatti, le conoscenze e le competenze sviluppate anche nella miglior “multinazionale del mondo” (concetto messo tra virgolette perché solo mitico) sono oggi da ripensare.
Due citazioni: una professionale e una di una persona dall’autorevolezza oggi universalmente riconosciuta.
La citazione professionale: “This will require a hunt for new management principles in field as diverse as anthropology, biology, design, political science, urban planning and theology” (Gary Hammel, What matters now, 2014).
Una citazione più autorevole: “Queste situazioni provocano i gemiti di sorella terra, che si uniscono ai gemiti degli abbandonati del mondo, con un lamento che reclama da noi un’altra rotta … … Il problema è che non disponiamo ancora della cultura necessaria per affrontare questa crisi.” LETTERA ENCICLICA LAUDATO SI’ DEL SANTO PADRE FRANCESCO SULLA CURA DELLA CASA COMUNE 2015.

Allora il mio caro manager in cerca di riciclo, prima di tutto, devi ripensare il tuo passato non cercare di farlo diventare (irragionevolmente) il futuro di qualche PMI.
E, poi, le PMI hanno bisogno di nuove conoscenze e metodologie di strategia d’impresa che sono le risorse cognitive necessarie alla loro “re-impreditorializzazione”. Non di qualche brandello di presunta specializzazione.

Detto più brutalmente, non serve loro, ad esempio, che qualcuno cerchi di trasferire le best practices di gestione delle risorse umane di una multinazionale in una PMI. 

giovedì 15 settembre 2016

Ma a cosa servono i manager?

di
Francesco Zanotti

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Se volete: a cosa servono i Capi?
Il Sole 24 Ore di qualche giorno fa riportava i “complain” di Federmanagement perché le aziende licenziano i manager. E la proposta è la solita: gli incentivi perché le PMI possano assumere management. Al di là della preoccupazione che genera il fatto che tutti si rivolgono al mondo delle PMI con il risultato di caricarle di costi, la domanda fondamentale: ma servono i manager? Serve quella selva di livelli gerarchici di funzionari, dirigenti middle manager, top manager che affollano le nostre imprese?
Gary Hammel sulla Harvard Business Review rivela che negli USA vi sono circa 23 milioni di capi di prima linea. E sostiene che, seguendo l’esempio delle imprese più avanzate, ne servirebbero meno della metà. Lo stesso Hammel da anni teorizza e racconta casi di successo di imprese senza manager.
Noi aggiungiamo qualche altra considerazione. Se tu hai un capo, a quello ti rivolgi. E’ lui che diventa il tuo riferimento, è lui che devi far contento. Se non ce l’hai concentri la tua attenzione sul fare le cose. L’esempio più eclatante è costituito dai Paesi che non hanno governo. In quei casi l’economia è costretta a non attendere l’iniziativa del Governo. E riscopre una progettualità imprenditoriale che l’attendere l’azione salvifica del Governo blocca.
Allora viva l’anarchia? Il fatto è che serve un “capo”, serve un signore capace di portare a sintesi i pensieri, le iniziative, le progettualità che nascono dalla gente che vive nell’organizzazione. Questi signori, però, non vivono nel pinnacolo delle torri eburnee della gerarchia, ma camminano tutti i giorni tra la gente …