"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero
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venerdì 9 giugno 2017

Delegare dettagli e... sostanza!

di
Francesco Zanotti

Suvvia, ammettiamolo: si delegano solo quelli che si pensa siano dettagli. Le decisioni strategiche le si tiene ben saldamente in mano.
Il problema è che non è chiaro cosa siano i dettagli. I comportamenti delle persone sono considerate dettagli: delegati ai capi, senza indugio. Ma sono proprio i comportamenti delle persone ad essere strategici. Sono realmente strategici i comportamenti di chi vende e produce.
I Grandi Capi si illudono di avere, con qualche proclama (chiamateli valori, mission, macroobiettivi etc.), attivato il comportamento di Governo fondamentale. Poi, nelle loro intenzioni, tocca alla linea realizzarli. Purtroppo questi proclami sono così generali che hanno bisogno di una catena di concretizzazioni. E il Gran Capo non sa che ognuna di queste concretizzazioni è, in realtà, interpretazione e riscrittura. Il proclama del Grande Capo finisce per essere così tanto stravolto che, se provasse e mettersi nei panni di un attore della bottom-line, lui per primo non lo riconoscerebbe come suo. Quando poi questo proclama, che non ha quasi più nulla dell’originale, arriva davvero alla bottom-line, non è più concreto di quello del Grande Capo. E’ solo molto diverso, ma è ugualmente generico. Allora la bottom-line deve decidere come metterlo in pratica.
Detto diversamente, oggi governare delegando è costruire una cortina fumogena tra il Grande capo è quelli che veramente costruiscono il successo o l’insuccesso dell’impresa: chi vende e produce.

martedì 14 aprile 2015

Anas, relazionalità e delega

di
Francesco Zanotti

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L’Anas è solo l’ultimo caso in cui si dimostra che una classe manageriale relazionale crea solo guai.
Cosa intendo per “classe manageriale relazionale”? Intendo una classe manageriale che ha come obiettivo (e che impiega il suo tempo per raggiungerlo) quello di costruire, manutenere ed ampliare il reticolo relazionale che gli garantisce incarichi manageriali sempre più prestigiosi. Ovviamente ogni reticolo relazionale finisce per diventare un reticolo collusivo.
Purtroppo, essendo in altre faccende affaccendati, questi manager non si curano dell’organizzazione che dovrebbero dirigere. E questa se ne va a catafascio. Come i recenti fatti dimostrano, va a catafascio in senso letterale.

Il ridicolo è che questi manager interpretano nel modo più completo il mito della delega: delegano tutto il lavoro di guida dell’organizzazione. Proprio perché sono in altre faccende affaccendati. Delegare per non occuparsene.

martedì 6 maggio 2014

Non c’è niente da delegare.

di
Francesco Zanotti


Il tema della delega è una delle tante discussioni inutili.
Oggi le persone hanno già una delega completa sulla strategia dell’impresa. Cosa volete delegare di più?
Pensate non sia vero che le persone abbiano la delega completa sulla strategia?
Allora seguite il ragionamento.
La strategia reale dell’impresa, quella che genera o meno flussi di cassa, è costituita dai comportamenti quotidiani delle persone.
Ora i comportamenti quotidiani non sono prescrivibili. Non sono neanche progettabili se non da chi li mette in atto. Quindi sono una continua libera scelta delle persone.
Riassumendo.
Se la strategia sono i comportamenti e se i comportamenti sono una libera scelta delle persone, di ogni persona, allora la strategia è delegata di fatto alle persone.
Qualche obiezione?
Io ne immagino un paio …