"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero
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mercoledì 26 novembre 2014

Le persone come strateghi effettivi .. e articolo 18

di
Francesco Zanotti
Ma che ci fanno le persone in una impresa? Domanda scema, mi direte. La risposta è banale: lavorano. Sottintendendo: eseguono. E, invece, la domanda non è scema e la risposta che si considera ovvia è sbagliata.
Le persone, innanzitutto, inventano ogni giorno, attraverso i loro comportamenti di acquisto, produzione, erogazione e vendita, la reale strategia dell’impresa. Le strategie definite dall'alto sono così generali che, a mano a mano che scendono nell'organizzazione, devono venir interpretate. Perché sono più le domande che stimolano che le risposte che danno. E chi compie, alla fine, l’interpretazione sostanziale, quella che genera i comportamenti effettivi nei confronti dell’esterno, sono le persone che stanno alla base dell’organizzazione.
Di quello che pensano queste persone ai vertici non sanno nulla. Come non sanno quali sono i comportamenti che vengono effettivamente messi in atto. Cioè non conoscono quale sia la strategia effettiva che la loro organizzazione sta ponendo in essere.
Poi. Le nostre imprese hanno bisogno di innovazioni di sistema, non di banali innovazione tecnologiche che, alla fine, sono sempre imitative o imitabilissime. Ad esempio, non serve una nuovo modello di auto, serve una proposta radicalmente nuova, rispetto all'auto, come è attualmente pensata, alle nuove esigenze di trasporto individuale. Per costruire questo nuovo senso dell’auto non servono asettiche, episodiche ed artificiali ricerche di mercato. Serve vivere nella “carne” della società. E chi vive nella carne profonda di quella società che, poi, dovrà comprare prodotti e servizi sono, ancora una volta, le persone che vivono nelle periferie dell’organizzazione. Le persone come strateghi effettivi dell’oggi e del domani. Ed ora cominciamo pure a parlare di articolo 18 e quant’altro sta in questi giorni infiammando il dibattito politico e lo scontro sociale.


martedì 6 maggio 2014

Non c’è niente da delegare.

di
Francesco Zanotti


Il tema della delega è una delle tante discussioni inutili.
Oggi le persone hanno già una delega completa sulla strategia dell’impresa. Cosa volete delegare di più?
Pensate non sia vero che le persone abbiano la delega completa sulla strategia?
Allora seguite il ragionamento.
La strategia reale dell’impresa, quella che genera o meno flussi di cassa, è costituita dai comportamenti quotidiani delle persone.
Ora i comportamenti quotidiani non sono prescrivibili. Non sono neanche progettabili se non da chi li mette in atto. Quindi sono una continua libera scelta delle persone.
Riassumendo.
Se la strategia sono i comportamenti e se i comportamenti sono una libera scelta delle persone, di ogni persona, allora la strategia è delegata di fatto alle persone.
Qualche obiezione?
Io ne immagino un paio …


domenica 27 aprile 2014

La carriera e i soldi non interessano più

di
Francesco Zanotti


Un messaggio a tutte le imprese che sono alle prese con problemi di motivazione dei giovani. E che, cercando di risolverli, si sono messe in un circolo vizioso. Infatti, si sono messe in testa che l’unico modo per motivarli è offrire loro spazi di carriera (potere e soldi, quindi), li hanno promessi e poi hanno scoperto che questi spazi di carriera non ci sono.
Ora, un articolo apparso oggi sul Corriere, a firma di Serena Danna, parla delle motivazioni dei Millennials.
Riporto alcune frasi che la Danna ha ripreso da diversi studi e riviste.
Neanche un ragazzo ha espresso desideri come: raggiungere posizioni di potere o fare soldi”.
I ragazzi non vedono la professione come un mezzo per pagare l’affitto, ma per esplorare passioni, hobby, filosofie”.
Almeno la metà degli intervistati (tra gli studenti migliori università americane) sono convinti che il mondo aziendale avrà sempre una maggiore responsabilità nelle risoluzione delle grandi sfide della società.”.
Allora, che fare, visto che le armi dei soldi e della carriera sono spuntate? Come venire incontro alle esigenze di nuovi giovani, come utilizzarle per rinnovare strategicamente ed organizzativamente le nostre imprese?
Innanzitutto, offrite loro nuove risorse per comprendere la complessità dell’impresa.
Attenzione: non pensate nemmeno (ne riceverete pernacchie, qualche volta anche esplicite) di parlare delle soft skills, della creatività o di qualche regoletta di filosofia spicciola.
Per nuove risorse cognitive intendo le conoscenze che sono state sviluppate nelle scienze naturali ed umane, che permettono una nuova comprensione della complessità dell’impresa e che sono oggi pressoché sconosciute nel mondo dell’impresa stessa.
E, poi, coinvolgeteli a progettare, usando queste conoscenze, a seconda del coraggio di cui disponete, nel progettare la strategia dell’impresa o, almeno, nel progettare il contesto organizzativo in cui devono operare.
Così li motiverete e renderete disponibile alle imprese il meglio delle loro nuove e inedite esistenzialità profonde.
Messaggio finale: cari manager non abbiate paura a farvi aiutare. Non da qualcuno che tende a sostituirvi. Ma da qualcuno che rende, prima di tutto a voi, disponibili quelle nuove conoscenze che occorrere fare avere ai ragazzi. E che, poi, rende disponibili metodologie per guidare una nuova progettualità che si fonda su nuove risorse cognitive.