"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero
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lunedì 24 aprile 2017

Alitalia: non si può costruire sul ricatto e la rabbia

di
Francesco Zanotti

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Credo che tutti voi che in qualche modo bazzichiate nel mondo delle risorse umane e dell’organizzazione dovreste condividere questo pensiero. E ribellarvi a questa prassi. In un mondo così interdipendente (e interconnesso) il silenzio è connivenza.

Io credo sia vergognoso che il Presidente del Consiglio, con il controcanto di alcuni Ministri, minacci i lavoratori dell’Alitalia: o aderite al Piano sviluppato da impresa, banche, governo  sindacati o andate a casa tutti perché Alitalia fallisce.
E’ vergognoso perché il Piano è tecnicamente povero (sviluppato senza usare le più avanzate conoscenze e metodologie di strategia d’impresa). E’ vergognoso perché segue una tradizione di Piani tecnicamente dilettanteschi. A partire dall’Information memorandum che ha preceduto l’ingresso degli alloro “capitani coraggiosi” nel capitale di Alitalia.
E’ vergognoso perché le probabilità che abbia successo sono zero: non può funzionare un Piano accettato per ricatto e che genera rabbia.
Che fare? Avviare, invece che una consultazione fondata su minacce, un processo di progettazione “sociale” (nel senso che coinvolga tutti i lavoratori di Alitalia) di un Piano di futuro alto e forte. E forniamo ai lavoratori le conoscenze e le metodologie di strategia d’impresa necessarie a svolgere questo compito.

martedì 5 novembre 2013

Colaninno e la “macchina”

di
Francesco Zanotti

Tra le molte cose che ha detto oggi Colaninno nell'intervista al Sole 24 Ore ve ne è una che spiega il guaio (prevedibile) in cui continua a rimanere Alitalia.
Ad un certo punto egli dice: “Quattro anni sono serviti solo a rendere la macchina più gestibile”  per giustificare che non si è ancora alla redditività.
Ecco l’errore fondamentale in cui incorre tutta una classe manageriale: il considerare una organizzazione una macchina che bisogna modificare (cambiare) per far funzionare meglio.

L’organizzazione non è una macchina, ma è un sistema umano capace di auto evoluzione. Cioè è un sistema che si cambia da solo. Non è neanche un sistema che si auto-organizza. Si tratta di auto-riorganizzazione continua. Cioè un processo di evoluzione. Un sistema di questo tipo non si può far funzionare come si vuole. Funziona come vuole lui. Le “istruzioni” che gli posso impartire sono come stimoli che usa come gli pare. Un sistema di questo tipo non può essere cambiato. Si cambia da solo come vuole. Le “istruzioni” di cambiamento sono un altro tipo di stimoli ai quali il sistema reagisce, anche in questo caso, come gli pare. Ed allora come si governa una organizzazione? Occorre capire quali sono le dinamiche di auto-evoluzione e intervenire in quel processo. La variabile chiave è costituita dalle risorse cognitive.