"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero
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domenica 25 gennaio 2015

Cartellino rosso al Capo di Gabinetto

di
Francesco Zanotti


E’ quello che i dipendenti amministrativi del Tribunale di Napoli hanno presentato a Gianni Melillo, Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia dopo il suo intervento all'apertura dell’anno giudiziario a Napoli.
Ovvi ed eterni sono i problemi organizzativi.
Come risolverli?
Mi immagino quanti manager stanno pensando: ah, se ci fossi io …
Si mettano una mano sulla coscienza: la tradizionale via della managerializzazione non ha mai funzionato!
E’ necessario immaginare una nuova modalità di governo delle organizzazioni. La via della organizzazione senza manager sta aumentando i consensi. E il fatto che la manifestazione del cartellino rosso abbia funzionato significa che esiste una capacità di generare risultati senza manager formali. Ma non basta.
Occorre, innanzitutto, riconoscere qual è la vera sfida di governo.
In breve: una organizzazione non è una macchina che accendi e spegni. Non è fatta di ingranaggi che plasmi come vuoi. L’organizzazione è fatta di persone che auto evolvono e costruiscono una organizzazione che auto evolve. Non basta parlare di auto organizzazione. Occorre specificare che si tratta di un processo di autoevoluzione.
Allora la sfida è quella di capire come si sviluppano e come si governano i processi di autoevoluzione.
Per esempio potrebbe essere una forma di governo che fa in modo che tutto funzioni come ha funzionato l’organizzare la manifestazione del cartellino rosso … Non si dice che si cercano best practices? Bene quella, dal punto di vista del successo (non discuto della opportunità o altro), lo è!

Che la pubblica amministrazione sia, in generale, il campo migliore per sperimentare questa nuova forma di management? Forse lo è perché si tratta di una organizzazione molto più sofisticata di quella di una impresa industriale o anche di servizi.

Ovviamente, i Ministri Madia ed Orlando non ne sanno nulla, né di vecchie, né di nuove modalità di governo delle organizzazioni.

mercoledì 19 marzo 2014

PA: ingenuità strategico-organizzative

di
Francesco Zanotti


Leggo sul Sole di oggi l'articolo “Come riformare la dirigenza PA” di Renato Ruffini. Cosa c’è di ingenuamente sbagliato?
La prima cosa è il sottotitolo “Poche mosse per rendere più efficienti e competitivi i mestieri dello Stato”. Sì, lo so che la titolazione non è degli autori. Ma io non voglio prendermela con le persone, ma con il “non sense”. Quindi non ha importanza chi lo ha scritto. Sta di fatto che compare. E il lettore giudica tutto insieme: testo e titolo.
Perché questo sotto titolo non va? Perché non ha alcun senso chiedere che i mestieri dello Stato siano più competitivi. Con chi diavolo devono competere? Quali sono le forze competitive da contrastare?
L’occasione di questo sottotitolo è l’occasione per fare un discorso generale. Oramai “competitivo” e competitività” hanno acquisito il significato di “buono e giusto”. Per dire che una cosa è positiva, da farsi, gli si aggiusta addosso l’aggettivo competitivo o si dice che serve alla competitività.
Dobbiamo ricordare che “competitivo” nasce da uno schema di analisi strategica proposto da M. Porter nei primi anni ’80. Grazie ad una operazione brillantissima di pubbliche relazioni si è riusciti a imporre questo schema. Ma, innanzitutto, lo si è immiserito … Solo per fare un esempio: quanti ricordano che i “competitors” non sono solo i concorrenti, ma anche i fornitori, clienti, i prodotti sostitutivi, gli entranti potenziali? Oramai i Competitors sono solo i concorrenti. E, poi, come si è detto si sono trasformate in concetti valigia “competitivo” e competitività”.
Ma il grave non sta solo qui.
Più grave ancora è che è oramai assodato che lo schema dell’analisi competitiva è troppo primitivo.
La competizione non è nel mercato, ma nella testa. L’obiettivo del vantaggio competitivo è irraggiungibile.
Il lettore incredulo legga questo pezzo apparso su Forbes:


E l’articolo vero e proprio? Il post sta diventando troppo lungo. Solo un accenno, poi, approfondiremo se a qualcuno interesserà. 
Si propone che sia possibile riformare la Pubblica Amministrazione (che è una organizzazione come le altre) basta cambiarne la dimensione formale. 
Errore scientifico drammatico. 
La qualità della Pubblica Amministrazione dipende dalla qualità della sua organizzazione informale. Essa emerge autonomamente dalla interazione delle persone. L’organizzazione formale è solo lo strumento di questo relazionarsi. Per aumentare la qualità della organizzazione informale occorre attivare una auto riprogettazione della organizzazione informale. Invece di giocare con lacci e lacciuoli, premi e punizioni.