"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero
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venerdì 18 gennaio 2013

Consulenza: solo "Temporary Management"?


(ovvero: la conseguente solitudine del capo)
di
Luciano Martinoli
l.martinoli@cse-crescendo.com


Sul numero di Dicembre 2012 di Harvard Business Review Italia vi è un rapporto speciale sulla consulenza manageriale. Leggendo le interviste alle aziende committenti viene spontanea una affermazione: ma stanno parlando di Temporary Management"!
Infatti le proposte, e le richieste (e quì è difficile capire se nasca prima l'uovo o la gallina!) sono in un'ottica di sostituzione del management: ciò che dovrebbe essere fatto all' interno viene comprato da fuori. Come se ad un certo punto della "Partita" aziendale entrasse un uomo nuovo. Questa impressione è definitivamente confermata poi dal modello di pricing richiesto e offerto: la "success fee", il compenso a risultato. Proprio come un manager che, se non proprio tutto lo stipendio, ha un riconoscimento extra "a risultato".
Come farebbe un Amministratore Delegato, o un Imprenditore, ad accettare una logica di questo tipo? Ad ammettere che lui è "sostituibile" nella sua funzione di pianificazione strategica e, conseguentemente, indirizzo operativo?
E infatti...

lunedì 5 novembre 2012

La mancata crescita non è un problema di sistema … ma di mancanza di conoscenza


di
Francesco Zanotti

L’avevo ritagliato … ma era rimasto nel dimenticatoio. Vale, però, la pena di riprenderlo e commentarlo. E’ un articolo del Prof. Severino Salvemini (Corsera 17 ottobre 2012) che sostiene una tesi molto simile a quella che proponiamo da tempo. Anche se manca la proposta conclusiva.
Egli sostiene che la mancata crescita non dipende da disfunzioni del sistema, come sostengono i macro-economisti … Aggiungo io: e di che altro potrebbero sostenere i macroeconomisti, visto che si occupano di macroeconomia? Le nostre “competenze” sono la nostra ricchezza, ma anche il nostro limite …
Non dipende da disfunzioni del sistema, ma da carenze di progettualità e di coraggio da parte di manager ed imprenditori.
Io sono d’accordissimo sul fatto che i fattori sistemici possono certamente dare fastidio, ma se io invento e produco oggetti tipo i-Pad, non me ne importa più di tanto di loro. Il Professore non cita Apple, ma, giustamente, imprese italiane imprenditorialmente e managerialmente eccellenti: da Zegna a Luxottica a Brembo e molte altre.
Ma credo che non ci si possa limitare ad una colpevolizzazione e ad una predica: occorre dire cosa fare.
Io credo che la variabile chiave sia la conoscenza strategico-organizzativa. Cioè le risorse di conoscenza che servono a progettare il futuro delle imprese. Quelle sviluppate empiricamente da manager ed imprenditori non bastano. Anzi, anche loro rischiano di rimanere vittima (come i macroeconomisti) delle loro risorse cognitive, delle loro “specializzazioni”. Le conoscenze strategico-organizzative sviluppate dall’accademia sono necessarie, ma non sufficienti e sono anche poco utilizzabili. E’ necessario un grande sforzo di ricerca per sviluppare nuove conoscenze strategico-organizzative e renderle disponibili a manager ed imprenditori. E’ quello che stiamo facendo. Un nostro grande progetto di ricerca ha generato una vera e propria nuova generazione di conoscenze strategico-organizzative ed i suoi risultati stanno per essere resi pubblici ..