"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero
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lunedì 13 maggio 2013

Sono le domande che generano le risposte


di
Francesco Zanotti


Ogni analisi aziendale (clima, competenze etc.) parte da una ipotesi: che le risposte esistano prima delle domande. Le domande servano a conoscere risposte che esistono, ma sono ancora sconosciute al management.
Se così non fosse a che serve una indagine?
Invece non è così: sono le domande che generano le risposte. Prima di ascoltare le domande è probabile che il rispondente non abbia mai pensato al tema esplorato da quella domanda.
Questo significa che la risposta non pre-esisteva nella sua testa, ma se la è dovuta inventare lì per lì. Allora la risposta dipende dalla domanda, da come è posta, dal momento in cui viene posta, da chi viene posta. Se cambia la forma della domanda, chi la pone, quando la pone, dove la pone, cambiano anche le risposte.
Concludendo, una analisi non permette di avere una immagine oggettiva dell’oggetto che si vuole esplorare. Quello che si misura è la relazione tra chi pone le domande e chi risponde.
Di più … l’instaurarsi della relazione tra analizzatore ed analizzati, cambia l’organizzazione informale, ma non si riesce a capire come.
Che senso ha fare una indagine che misura solo chi vuole misurare, ma che in compenso, genera cambiamento imprevedibili?

mercoledì 18 luglio 2012

L'ovvio: la ricerca, i commenti e la mancanza delle cose serie

"...sembra che le scienze del comportamento (ma anche quelle economiche e sociali N.d.r.) continuino in larga misura a considerare l'individuo come una monade e a basarsi sul metodo venerando di isolare le variabili."
da "Pragmatica della Comunicazione Umana"


Così scrivevano Watzlawick, Beavin e Jackson nel 1967 e da allora, come accade quasi quotidianamente, si persevera nell'errore.
L'ultima evidenza viene dall'articolo del Corsera del 17 Luglio che commenta una ricerca di due professori australiani sulla soddisfazione e il beneficio che darebbe alle persone una promozione sul lavoro.
Una ulteriore dimostrazione della inutilità di un approccio figlio di una cultura vecchia, ancora buona per costruire auto, ponti ed orologi, ma inutile e dannosa per capire e governare persone e sistemi umani.
Ma partiamo dalla ricerca.