"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero
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sabato 20 agosto 2016

L’uovo che si rompe, il digitale e i big data

di
Francesco Zanotti

Risultati immagini per uovo rotto

Un uovo cade dal tavolo e si rompe. Nessuno è in grado di invertire il processo di rottura. Nessuno è in grado di fare qualcosa perché il processo di caduta e rottura avvenga al contrario.
Qualcuno ha filmato la caduta e la rottura e sorride: io sì che sono capace di farlo e fa girare il film al contrario.
Ma riesce a farlo solo nella sua rappresentazione della realtà … la realtà vera non è un film che si può far funzionare al contrario.
Morale, quando si digitalizza la realtà (si rappresenta la realtà come somma di bit) non si pensi che questa rappresentazione della realtà sia una copia della realtà. Non si pensi che agendo sulla rappresentazione digitale si fanno accadere le stesse cose che accadono nella realtà.
Quando si digitalizza si linearizza (solo perché si linearizza si può invertire il processo) la realtà in un modo anche molto personale (si costruiscono rappresentazioni non equivalenti). Quando si fa girare questa realtà si osservano fenomeni che accadono solo in quella realtà linearizzata che è nostra e personale. In generale non si simula la realtà, ma si costruisce una realtà che l’aggettivo “virtuale” descrive esattamente.
Per essere concreti, quando estraete qualche tendenza o legge di mercato o di quello che volete dai big data, sappiate che queste tendenze e leggi hanno valore assoluto solo per voi e per il modo in cui avete letto quei dati. Non nella realtà. E più sono big più la vostra lettura sarà virtuale e personale.


venerdì 21 giugno 2013

Abbiamo bisogno di "Big Ideas" mica di "Big Data" !

di
Luciano Martinoli

Il tema dei "Big Data" è sempre più presente sui media. Per chi volesse una buona definizione, almeno per gli usi aziendali, suggerisco questo breve ma rigoroso articolo del Prof. Pasini della SDA Bocconi.
Mi ha colpito, invece, un articolo apparso recentemente sul sito della BBC inglese.
L'ho interpretato come un segnale forte e circostanziato di allarme proprio per i Direttori del Personale, coloro che devono salvaguardare il patrimonio aziendale costituito dalle persone e dall'organizzazione, contro questa e anche altre più subdole minacce, e cercare sul mercato e diffondere al proprio interno strumenti per liberare le enormi potenzialità esprimibili.
Consentitemi di approfondire il tema dalle fondamenta, guidato da alcuni spunti sollevati dall'articolo.

mercoledì 10 ottobre 2012

Nuove tecnologie e vecchi schemi mentali: i Big Data

“Non si può gestire ciò che non si può misurare” (P.Drucker)

"Non tutto ciò che conta si può contare e non tutto ciò che si può contare conta." (A. Einstein)

L’ultimo numero di ottobre di Harvard Business Review ci presenta, come storia di copertina, un trend IT che dovrebbe, a suo giudizio, modificare le modalità di management: i Big Data. Di cosa si tratta? Semplice: l’analisi di masse di dati, spesso non strutturati e da diverse fonti, con caratteristiche di velocità di elaborazioni, volumi  importanti e loro varietà. La promessa è quella di “scoprire il futuro”, come promette una start-up americana recentemente citata dall’inserto Nova del sole24ore, o modificare radicalmente lo stile di management, come invece promette HBR.
Ci potranno riuscire? Sì se si parte da certi presupposti che...