"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero
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venerdì 12 febbraio 2016

Il concetto di “emergenza”

di
Francesco Zanotti

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Uno dei concetti che caratterizza il pensiero di Luhmann è che l’organizzazione è frutto di processi di emergenza.
Ecco, con la parola “emergenza”, però, non si intende una situazione di pericolo imminente.
Non si intende quello che in inglese suona come “emergency”. Non si intende dire che l’organizzazione nasce dai guai, dalle situazioni difficili etc.
Si intende, invece, un processo di auto-emersione. Quello che in inglese si chiama “emergence”.
Dire che l’organizzazione è frutto di processi di emergenza significa sostanzialmente dire che l’organizzazione si costruisce da sola. E non perché il management è poco deciso, poco determinato, ma perché ogni sistema umano ha una sua autonomia ineliminabile.
Purtroppo, oggi il management non sa come fare a gestire questo svilupparsi autonomo dell’organizzazione. Non sa neanche che esista questo fenomeno. Se si parla di emergenza intende solo situazioni di guai.
Quindi, cerca disperatamente di gestire l’autonomia con direttività o manipolazione.  Ma, così facendo, cade nel paradosso dell’ordinare ad essere spontanei. Certo, non ottenendo rilevanti successi. E’ questa incomprensione dei processi di emergenza che rende così frustrante il fare il manager oggi.


sabato 22 marzo 2014

Costruire quotidianità

di
Francesco Zanotti
Come i lettori di questo blog sanno, io sostengo che l’organizzazione informale è il sistema nel quale emergono i comportamenti. Se si vogliono governare i comportamenti occorre governarne i processi di emergenza.
Stamattina leggevo un libro che apparentemente non c’entra nulla con questi temi Inventare il mondo di Jaques Lévy e altri, edito da Bruno Mondadori. E’ un libro di geografia, anche se intesa in senso nuovo.
Arrivato all'ultimo capitolo ci trovo descritto un fenomeno umano che ha un profondo significato organizzativo. Che mi ha suggerito un nuovo modo di guardare alla organizzazione informale ed alla sua assoluta rilevanza. In quel capitolo si parla di situazioni in cui l’uomo viene oppresso da un potere soverchiante: i campi di concentramento nazisti. Nonostante questo potere che sembra non lasciare scampo, l’uomo riesce sempre a ricostruire un proprio quotidiano di libertà. La citazione d’obbligo è il famoso libro di primo Levi: Se questo è un uomo.
Ora, certamente l’impresa non esercita un potere di questo tipo sulle persone. Ma un certo potere sì: attraverso la sua dimensione formale. E di più, si cerca esplicitamente di governare attraverso la dimensione formale. Bene è necessario ricordare, per poter gestire organizzazioni, che le persone sono portare a costruirsi un proprio quotidiano (che io ho chiamato organizzazione informale) che è il vero ambiente cognitivo, sociale ed antropologico nel quale emergono i comportamenti.
Detto diversamente, teniamo tutti presente che i comportamenti delle persone sono indirizzati a questo costruire quotidianità e non a raggiungere gli obiettivi aziendali.

Il “maneggiare” non può che essere la capacità di far coincidere il costruire quotidianità con il raggiungere obiettivi aziendali.

domenica 25 agosto 2013

“Citazioni antiche” n° 1: l’emergere spontaneo

di
Francesco Zanotti

L’organizzazione informale (sistemi di conoscenze, valori, reti di relazioni, antropologie, cioè tutte le cose che generano i comportamenti) si forma spontaneamente. Si dice: emerge spontaneamente.
Vale la pena di conoscere i processi di emergenza (dell’emergere spontaneo). Ma di essi si parla poco, sono una cosa nuova … Ecco: no!
Ecco le prime “regole” dell’emergenza.
Philosophy of science, Vol. 6, 1939, n° 1 … Sì, 1939.
The theory of emergence” di Reuben Ablowitz pag. 2 “The theory declares, in brief, that the whole is more than the sum of parts (the “appealing paradox”). It declares that there are level of existence, and that there is a - tendency of units of one kind of combination, to constitute units of a new kind, with more complex constitutions and new qualities due to new togetherness of the parts - (Sellar)”.
Roy Wood Sellar era il sostenitore di un “evolutionary naturalism”.

Poveri noi, rannicchiati in un modello di management che non contempla in nessun modo processi di emergenza autonoma, ma cerca disperatamente di controllare direttivamente …