"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero
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venerdì 23 marzo 2012

Perché i managers si disinteressano della conoscenza?



Ogni ambito professionale ha un suo patrimonio di conoscenze di riferimento. Esistono progetti di ricerca che fanno evolvere questa conoscenza. Esistono riviste che rendono pubblici i risultati delle ricerche. Le innovazioni dialogano tra di loro e tendono a convergere in sintesi. 
I professionisti sono curiosi di conoscere i risultati della ricerca e voglio essere i primi ad utilizzarli.

Nel mondo del management molto di tutto questo non vale. Vi è certamente chi fa ricerca, vi sono certamente strumenti di diffusione dei risultati della ricerca. Ma non esiste un processo di sintesi sociale.
Ed i manager non sono certo affamati dei risultati della ricerca.
Ci si basa, soprattutto sull’esperienza e ci si accontenta di una “Naif Knowledge” che ruota intorno a parole valigia come “leadership”, “comunicazione”, “empowerment” e altre.

Questa indifferenza alla conoscenza si è andata consolidando negli anni. Tanto che un manager trova estremamente sgradevole anche solo sentire parlare di iniziative dove possa imparare. Sommamente il top management trova sgradevole sentir parlare di nuove conoscenze e metodologie di progettazione e valutazione strategica.

Perché tutta questa indifferenza verso la conoscenza? La risposta sta nella qualità della conoscenza che viene proposta ai managers: una conoscenza banale che puzza di voglia di venderla lontano un miglio …

Francesco Zanotti