"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero
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venerdì 4 aprile 2014

Pollaio in fiera

di
Luciano Martinoli


Esiste una bella storiella che illustra molto chiaramente il significato profondo che in inglese si attribuisce alla parola "involvement" (coinvolgimento) rispetto a "commitment" (impegno). Per fare egg e bacon, uova e pancetta piatto tipico della prima colazione inglese, la gallina è stata "involved" il maiale "committed".

Qualche giorno fa si è tenuto un convegno sul mestiere del CEO, non importa dove e nemmno chi l'ha organizzato e chi vi ha partecipato. Si voleva capire come si arriva al vertice di una organizzazione, quali sono le esperienze indispensabili, se esistono famiglie di competenze professionali più utili allo scopo. Hanno partecipato all'incontro alcuni CEO di importanti aziende italiane e multinazionali. L'impressione che ne ho ricavato è quello di una fiera delle galline nel senso della storiella ma non per colpa dei partecipanti al dibattito, tutti capacissimi manager, bensì degli organizzatori.

lunedì 17 giugno 2013

Il "fattore umano" nelle operazioni di volo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un commento del Comandante Luca Anedda, pilota di linea ed ex ufficiale dell'Aeronautica Militare Italiana, al nostro ebook sul change management.
Una testimonianza di come tali dinamiche siano note, e indirizzate con grande impegno ed dando enorme importanza, anche in un contesto altamente tecnico e ritenuto in genere scevro da influenze "umane".
Immaginiamoci in una azienda "normale" cosa invece accada...

Caro Luciano ho letto con molto interesse l'ebook che mi hai inviato.
Effettivamente siete entrati nel cuore della questione, in un 'epoca nella quale si stanno facendo passi indietro giganteschi ,rispetto al percorso iniziato dopo la rivoluzione industriale.
 Mi è piaciuto moltissimo la visione della "persona" come insieme di "competenze + emozioni". e la attuale miopia Manageriale nei confronti della componente "emozioni".
Ho estrapolato alcuni punti che mi sono sembrati rilevanti:
- la composizione dell'organizzazione: persone, sistema di relazione fra persone, procedure
- trasgressione delle procedure
- l'esistenzialità profonda: ciò che la persona ha dentro ma che l'organizzazione non conosce
- i comportamenti operativi e quelli relazionali
Nello Human Factor (così viene definito l'argomento in ambito aereonautico N.d.R.), che riguarda i fattori complessivi della sfera umana in relazione al lavoro da svolgere, forse la parte che più si attaglia al tuo studio è il CRM, Crew Resource Management. Come cioè  gestire i processi umani (quindi le persone, le loro relazioni e le procedure) in modo da far scaturire comportamenti ed azioni che concorrano tutti in un unica direzione. Nel caso di un velivolo, la sicurezza delle operazioni.
L'azione di Comando non può tenere solo conto della mera applicazione delle procedure (che non sempre contengono le risposte necessarie alla situazione del momento), ma per forza devono considerare gli attori presenti (che in un cockpit possono essere 2 o più, senza tralasciare  l'equipaggio di cabina), con le loro emozioni,origini ecc.ecc.
A volte anche una procedura può/deve essere disattesa, ma per farlo vi deve essere una condivisione con gli altri membri d'equipaggio, che concordino con le motivazioni alla base di tale decisione.
Risulta quindi essenziale stabilire un contatto  relazionale che va oltre le procedure e che includa anche il tentativo di capire ciò che c'è dentro la persona, per ottimizzare i comportamenti operativi con quelli relazionali.
La ricostruzione  dell'incidente di Tenerife credo possa fornirti un ottimo esempio di ciò di cui stiamo parlando.
Anche quello della Korean Air a Londra è illuminante.
  
Complimenti per il lavoro che stai facendo.
Luca Anedda

martedì 18 settembre 2012

Che ne sa il Capo? Seconda parte


di
Francesco Zanotti

Non solo il Capo non sa quale siano i valori del mio gruppo di lavoro, ma non sa neanche quali sono le relazioni tra di noi, all’interno del Gruppo
Non sa se siamo cooperativi o conflittuali. Non sa con chi io parlo più facilmente e con chi non riesco proprio ad intendermi. Non sa che Giovanni se ne sta sempre tutto solo oppure che Filippo fa un po’ il bulletto, come se il rischio gli piacesse. Non sa che un altro vuole fare sempre di testa sua e considera ogni consiglio un insulto. Non sa che siamo divisi in due gruppi che se la intendono poco tra di loro…
Non sa che quando ci propone un cambiamento rischia di far lavorare insieme persone che non si intendono. Oppure distrugge quel sottile reticolo di amicizie che ci fa lavorare bene.
Non sa che, quando ci chiama a discutere qualche tema, sarebbe meglio non prendesse sul serio e alla lettera quello che diciamo: diciamo quello che ci permette di continuare un gioco relazionale di cui non sa nulla.
Forse sarebbe bene sapesse tutte queste cose e ci piacerebbe molto ci desse una mano a superare tutte le nostre difficoltà relazionali …