Possono gli obiettivi del management essere raggiunti senza i managers?
Un "caso" aziendale è sufficiente a realizzarlo, o serve altro?
Leggendolo però si scopre che ha molto più buonsenso ed è molto più praticabile di quanto si possa immaginare.
I vari livelli di manager hanno un costo notevole (da una stima dello stesso autore il 33% dei costi del personale), la struttura gerarchica aumenta il rischio di decisioni disastrose, vista la distanza dalla realtà operativa, rallenta il processo decisionale e disicentiva l'iniziativa dei singoli (il cosidetto "empowerment" è una toppa consunta e retorica che in un contesto gerarchico ha il solo effetto di indispettire chi se lo sente ripetere).
Non ultimo se i managers, elevati a tale rango per coordinare, indirizzare e controllare le persone, dichiarano che non hanno tempo per gestire le persone (verità emersa esplicitamente in una recente attività effettuta in una grande azienda metalmeccanica), la domanda sorge spontanea: a che servono i manager?
Oppure, detta in altri termini, è possibile realizzare gli obiettivi del management (la mano visibile: amalgamare migliaia di disparati contributi in un singolo prodotto o servizio) in modo diverso, coniugando coordinamento, flessibilità e libertà?
Secondo Gary Hamel, autore dell'articolo, sì e per motivi più profondi del caso aziendale che cita.
Vediamo perchè.