"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero
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venerdì 14 aprile 2017

La “fake innovation”, tra consulenti e manager

di
Francesco Zanotti

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Quale consulente dichiara di non essere un innovatore? Quale manager compra conoscenze e metodologie obsolete? E’ una cacofonia di rivendicazioni di innovazione. Una cacofonia che, per usare un linguaggio di moda, possiamo definire  oggi “fake innovation”.

Pensate che stia esagerando? Allora vi propongo quanto segue. Quando sostenete che una conoscenza o una metodologia è innovativa provate a fare una verifica a due livelli.
Il primo livello, il più semplice: andate a vedere cosa propongono gli altri consulenti e cosa comprano gli altri manager. Se quello che proponete usa un linguaggio diverso, allora avete superato la prima verifica. Se usate le stesse parole (leadership, motivazione, empowerment, empatia, decisione etc.), allora già non avete superato la prima verifica.
Il secondo livello: andate a dare una occhiata alle scienze di riferimento per quanto riguarda le risorse umane e l’organizzazione. Intendo, almeno: scienze cognitive, psicologie, sociologia e antropologia. Se non state usando nulla di queste scienze, anzi vi accorgete che state proponendo e comprando qualcosa che va contro i risultati che esse hanno raggiunto, allora non avete superato questo secondo livello. Forse siete riusciti ad usare parole nuove, ma rischia che siano espressioni verbali senza sostanza.
Se non avete superato il primo livello, converrete che non state proponendo innovazione. Se non avete superato il secondo livello state proponendo o comprando “fake innovation”. Che è come dire: bufale.


domenica 21 giugno 2015

Empatia e bufale

di
Francesco Zanotti

Dieci giorni fa ho scritto di neuroscienze e bufale.
Oggi, collegato al discorso precedente, voglio dire di un articolo apparso sulla Domenica del Sole24Ore a firma di Gilberto Corbellini e Elisabetta Sirgiovanni.
Il titolo è: “Nei Tuoi panni? No grazie!
Di cosa tratta? Gli Autori (non certo formatori frustrati) sostengono che il concetto di “empatia” è una bufala. Gli autori affermano che l’essere umano non può essere empatico. Nelle parole degli Autori “Ognuno di noi può immaginare qualcosa solo in base ai suoi ricordi e al suo sentire che è un incrocio tra geni, strutture neurali, esperienze individuali.”.
Tesi estrema? Un po? Forse sì!
Ma non è questo di cui voglio discutere.
Voglio provare a chiedere a coloro che stanno vendendo e comprando sempre di più corsi e corsetti legati all’“empatia”. Cari amici, ma sapete quanto è scientificamente incerto questo concetto? Quanto siamo lontani dal riuscire ad utilizzarlo per gestire risorse umane? Perché continuate ad illudervi, illudere e spendere i soldi delle imprese?
Generalizzando, ormai sta diventando scientificamente evidente che tutto quell’apparato concettuale che definiamo “management” è del tutto “falsificato” dalle “scoperte” delle scienze naturali ed umane. Allora perché continuare ad usare, insegnare ed apprendere tutto un insieme di .. bufale?

Vorrei continuare nei prossimi giorni a scoprire bufale ed insensatezza a servizio di una nuova capacità di “governo dello sviluppo” delle nostre organizzazioni.