"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero
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domenica 17 luglio 2016

Cosa leggono i CEO e le nostre proposte editoriali

di
Francesco Zanotti

L’ultimo numero della Newsletter di McKinsey propone i risultati di conversazioni informali con quattordici CEO di grandi imprese di diversi paesi. Vi ha partecipato anche Carlo Messina, CEO di IntesaSanPaolo.

I risultati sono interessanti.
Il primo fatto che colpisce è che non leggono alcun libro manageriale. E questo è un ottimo segnale visto la oramai prossima fine, per crescente mancanza di senso e di respiro di questa letteratura. Soprattutto della letteratura manageriale italiana.
Poi le loro scelte privilegiano la storia in diversi sensi: dalla storia vera e propria alle vite di grandi personaggi. Vi è anche interesse per le sfide cognitive attuali che vanno dal senso del digitale, alla dimensione umana profonda del fare impresa.

L’Ing. Cesare Sacerdoti CEO di CSE Crescendo mi ha fornito una chiave di lettura che giudico molto corretta: come se questi Signori fossero alla ricerca di modelli cognitivi ai quali ispirarsi …
Noi stiamo cercando di dare un contributo alla diffusione di nuovi modelli di pensiero con due iniziative editoriali.
Innanzitutto, curando una collana (ipotesi di nome: Leonardia) di libri che sarà pubblicata da Aracne.
Il primo libro sarà la traduzione di uno straordinario libro di Alexandr Wendt “Quantum mind and social science”.  Basta il titolo per capirne la “ricoluzionarietà”: i segreti della mente letti attraverso il pensiero quantistico portano ad una nuova visione dell’uomo sociale.
E il secondo, scritto da me, dove cercherò di fare vedere come la fonte più preziosa di nuovi modelli e schemi di riferimento (nuove risorse cognitive) sia costituita dalle scienze naturali ed umane sintetizzate in quella filosofia complessiva che si chiama sistemica.

La seconda iniziativa è la partecipazione (ne sono Co-Editor in Chief) alla costruzione di una nuova rivista manageriale (una joint-venture ideale Italia-Thailandia “International Journal of Public and Private management” http://www.intcpm.net/ojs/index.php/icpm2013

domenica 19 giugno 2016

Un nostro contributo al Governo delle organizzazioni

di
Francesco Zanotti

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Abbiamo (il prof. Minati, il dott. Martinoli ed il sottoscritto) pubblicato un articolo sull’ultimo numero di riflessioni sistemiche: Direttività e non direttività nell’approccio ai sistemi sociali.
Il nostro contributo ha cercato di chiarire cosa si intende per approccio direttivo e come questo approccio sia all’origine di tutti le difficoltà di gestione dei processi di cambiamento. Abbiamo poi fatto una proposta alternativa per governare i processi di evoluzione autonoma (il parlare di cambiamento non ha senso) dei sistemi umani in generale ed organizzativi in particolare.
Per “misurare” quanto allo sviluppo del nostro Paese parlare di questi temi, vi segnalo l’opinione di uno dei manager italiani più autorevoli su questi temi. Purtroppo usa un approccio troppo povero … http://ettardi.blogspot.it/2016/06/il-caso-starace.html
Ma la colpa non è interamente sua. E’ colpa di noi consulenti ed esperti. Ci consideriamo ancora specialisti: o specialisti teorici e specialisti operativi. A mia conoscenza non vi è alcun contributo che utilizzi la sistemica avanzata per supportare il top management di una grande impresa (una impresa “sistemica”) nello sviluppo e nella realizzazione di un progetto strategico.
Noi ci abbiamo provato e ci proviamo sia teoricamente che esperienzialmente: che diavolo di ricerca è quella che pretende di discutere di problemi di governo e poi sfugge al confronto con il governo delle grandi imprese e con il dialogo con il suo top management?
Per approfondire la nostra proposta rimando alla mia appendice (Oltre Luhmann per costruire un nuovo sviluppo) alla traduzione del libro di G.H. Moeller, fatta dal Luciano Martinoli  sul pensiero di Nicklas Luhmann http://www.ipocpress.it/catalogo/libri/per-comprendere-luhmann/.


mercoledì 9 ottobre 2013

Higgs e l’emergere della organizzazione informale

di
Francesco Zanotti


Su balbettanti poietici http://balbettantipoietici.blogspot.it/ ho postato un pezzo sul Premio Nobel della fisica dato a Higgs e Englert.
In questo blog completo il discorso per quanto riguarda l’organizzazione informale. E che c’entra l’organizzazione informale?
Io credo che Peter Higgs e Soci abbiano proposto un modello che non serve solo a capire tante cose del mondo delle particelle elementari, ma che serva a capire come si formano le identità: emergono da uno sfondo che si concentra intorno a dei catalizzatori che, però, non hanno la più pallida idea di cosa uscirà dal loro catalizzare.
Stiamo lavorando su tre casi di utilizzo in questo senso delle idee di Higgs e Soci.
Il primo riguarda le dinamiche politiche ed è postato su http://balbettantipoietici.blogspot.it/
Il terzo riguarda la strategia di una impresa ed è postato su
Del secondo parlo in questo blog brevemente.
Il manager è come una particella che con la sua azione di governo catalizza massa da quel fondo che è costituito dalle persone che vivono nella organizzazione. Questa massa si chiama organizzazione informale, che è l’ambiente da cui emergono i comportamenti. Ma il manager non può sapere che tipo di organizzazione informale può emergere che tipo di comportamenti ne conseguiranno. Allora cosa vuol dire governare una organizzazione? Vuol dire governare processi di emergenza di un imprevedibile che, però, alla fine, deve sembrare a tutti bello e giusto.

Crediamo che i risultati che stiamo ottenendo siano un grande contributo sia alle prassi concrete di Governo, sia al ruolo ed all'aspetto futuro di quella area di conoscenza “trasversale” alle altre che si chiama sistemica.