"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero
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lunedì 23 aprile 2012

Felici "a prescindere"

Guardate l'ingranaggio quì di lato. Quali prestazioni si possono desiderare da questo oggetto? Vediamone alcune:
  • Non arrugginire
  • Usura diminuita grazie all'uso di lubrificanti.
  • Resistenza agli urti e al carico
  • Silenziosità di funzionamento
  • Durata...
Tali caratteristiche, assolutamente generali, sono altamente desiderate per ottenere una "elevata produttività". Sono dipendenti dal contesto di uso? Sicuramente no, si richiederebbero le stesse identiche cose, a meno di specifi "range", se il nostro ingranaggio fosse nel cambio di un'automobile o nel meccanismo di rotazione di una torretta di un carrarmato. E' un oggetto, costruito dall'uomo e le cui caratteristiche gli sono state date dal progetto.
Si può parlare di "caratteristiche funzionali" delle persone allo stesso modo? Avulse da un contesto? Facile arguire una risposta negativa... e invece sulla Repubblica del 23 Aprile si sostiene il contrario

martedì 31 gennaio 2012

La domanda della Regina


Il "management" ha una visione d'insieme dei problemi a cui è chiamato a dare risposte?
O si occupa solo di dettagli?




Nel novembre del 2008, quando la crisi economica iniziava a manifestare i suoi effetti più devastanti, la Regina Elisabetta II in una sua visita alla London Business School chiese come mai nessuno l'avesse prevista.

Una prima risposta arrivò solo otto mesi dopo dalla British Academy, a firma di una trentina di professori delle più prestigiose università britanniche, banchieri, alti rappresentanti di istituzioni finanziarie. La parte centrale della lettera, a mio avviso, indirizza il cuore del problema. Parlando del rischio e di come venissero dispiegate ingenti risorse e le migliori conoscenze per gestirlo "...spesso (i banchieri) perdevano di vista il quadro complessivo". Gli autori proseguono con una sconfortante accusa: "Una generazione di banchieri e finanzieri ha ingannato se stessi e coloro che pensavano fossero gli ingegneri dell'economia avanzata." (E quella gente è ancora lì, anzi in alcuni casi ha fatto pure carriera!)