"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero
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venerdì 25 marzo 2016

A Roma: Luhmann, noi e la battaglia contro le sciocchezze

di
Francesco Zanotti

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Come il lettore può vedere, a lato di questo post vi è l’invito alla presentazione del libro di Hans George Moeller sul pensiero di Niklas Luhmann che abbiamo tradotto (Lorenzo e Luciano Martinoli) e commentato in una appendice (il sottoscritto).
Il sottotitolo potrebbe essere, davvero “Una battaglia contro le sciocchezze”.
Partendo dal pensiero di Luhmann e aggiungendo il pensiero quantistico abbiamo scoperto che tutta una serie di convinzioni su cui fondiamo teoria e prassi manageriali sono banalmente sciocchezze.
Proviamo ad elencarne alcune.
Innanzitutto il parlare di complessità sta diventando retorico e banale. Andava bene una trentina d’anni fa. Oggi dobbiamo cercare di capire quali sono le caratteristiche strutturali dei sistemi umani. Che certamente non sono semplici, ma certamente non si possono liquidare definendoli “complessi”.
Parlare e ricercare “competitività” è come urlare “fermate il mondo che voglio scendere”. Cioè: le strategie competitive sono solo strategia di conservazione.
Il “cambiamento” è una paradigma incomprensibile: come faccio a sapere come cambiare le persone e le organizzazioni se non le so descrivere? Se non so come sono?
Le analisi che pensiamo ci rivelino come è fatto il mondo esterno, mentre non possono che analizzare solo l’analizzatore.
Il mito dei talenti che è tanto scientificamente infondato quanto praticamente inconcludente, se non dannoso.
Potrei continuare, ma non voglio privare i lettori del gusto di scoprire dal vivo, durate la presentazione del libro, tutte le sciocchezze che abbiamo scoperto e che, purtroppo, fondano ancora il pensiero e la prassi manageriale mainstream.
Ovviamente poi avanziamo anche una proposta …


martedì 9 febbraio 2016

Lettera aperta a Gian Felice Rocca Giovedì 11 a Modena: e se vi sbagliaste?

di
Francesco Zanotti


Egregio Dott. Rocca, 
ho letto la sua intervista sul Corriere delle Sera di ieri. Accetterebbe di discutere una tesi opposta alla sua e, ovviamente, scientificamente fondata?
Giovedì a Modena (con il patrocinio della locale Università e con la sponsorizzazione della Banca Popolare dell’Emilia Romagna) presenteremo un libro (Per comprendere Luhmann, edito da IPOC) che è fatto di due “pezzi”. Il primo è costituito dalla traduzione (fatta da Luciano Martinoli e da suo figlio Lorenzo) di un libro “divulgativo” del pensiero del grande sociologo tedesco Niklas Luhmann. Si tratta di “Radical Luhmann” del prof. Hans-George Moeller. La seconda parte è una mia appendice che racconta come il pensiero di Luhmann permetta di vedere in modo molto diverso la situazione attuale. E, poi, cosa è possibile aggiungere per trovare una nuova via di sviluppo.
In cosa consiste questa tesi diversa dalla sua?
E’ fatta di due parti.
La prima: la managerialità è una illusione. La visione e le competenze dei manager sono troppo baneli. I manager attuali sanno solo ripetere il passato, addolcendo la crudeltà della conservazione con qualche ammennicolo tecnologico. Il pensiero di Luhmann spiega il perché. L’esperienza di un'Expo senza contenuti ne è la dimostrazione.
La seconda è speculare alla prima: è necessario costruire una nuova cultura e prassi manageriale. A conferma di questa tesi mi lasci citare una frase di quello che oggi è uno dei più autorevoli esperti di management a livello mondiale “To build Management 2.0 we need more than engineers and accounts. We must also harness the idea of artists, philosophers, designers, ecologists, anthropologists, and theologians.”. Il nostro libro cammina in questa direzione.
Che ne direbbe di un dibattito su questi temi?

venerdì 5 febbraio 2016

Cambiamento è … cambiare linguaggio

di
Francesco Zanotti

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Cambiare è cambiare linguaggio. Deve cambiare il suo linguaggio di riferimento chi vuole governare una organizzazione.
Facciamo un esempio: usiamo il linguaggio dei sistemi autopoietici. Usiamolo e scopriremo mondi nuovi. Guarderemo alla nostra organizzazione in modi radicalmente diversi. Scopriremo che non ha senso parlare di “comunicazione”. Scopriremo che la nostra organizzazione è fatta da tanti sistemi autopoietici (quanti sono i gruppi di lavoro) che non comunicano e non possono comunicare tra di loro. Sistemi autopoietici diversi non comunicano tra di loro, ma si irritano. Anche il management si costituisce in sistema autopoietico. Le sue azioni di comunicazione o di cambiamento di norme e procedure “irritano” l’organizzazione. Meglio: i diversi sistemi autopoietici che costituiscono una organizzazione. Ognuno si irrita in modo diverso.
Se si organizza un evento formativo o un gruppo di cambiamento, si crea un sistema autopoietico che acquista vita propria e “irrita” l’organizzazione in modi imprevedibili.
Una domanda sorge spontanea: le nostre organizzazioni sono solo anarchie composte di sistemi autopoietici ognuno dei quali va per la sua strada?
E subito dopo ne sorge una seconda: se si può solo irritare, che senso ha parlare di governo, di management?
Per rispondere a queste domande abbiamo predisposto un libro che è costituito dalla traduzione (fatta da Luciano Martinoli e da suo figlio Lorenzo) di un Libro di Hans-Georg Moeller sul pensiero di uno dei più grandi sociologi del secolo scorso: Niklas Luhmann. E da una mia appendice che cerca di usare e “completare” il pensiero di Luhmann per rispondere alle domande che ho appena proposto.
E’ edito da IPOC. E’ acquistabile anche on line sul sito di IPOC. Verrà presentato Giovedì 11 febbraio presso l’Università di Modena. Sulla sinistra di questo post il lettore troverà tutte le indicazioni sul libro e sull’Evento al quale sarà presente il prof. Moeller.


mercoledì 13 gennaio 2016

Una speranza di futuro

di
Francesco Zanotti

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Stiamo pubblicando (seguendo un suggerimento di Gianni Rizzi) la traduzione di un libro sul pensiero di  Niklas Luhmann “Radical Luhmann” scritto da George Moeller. La traduzione è a cura di Lorenzo e Luciano Martinoli. A completamento vi sarà una mia appendice che espliciterà le potenzialità del pensiero di Luhmann per tutti coloro che si occupano di strategia, di organizzazione e di risorse umane. E cercherà di fare qualche passo avanti, sia nella dimensione teorica che nella dimensione applicativa. Questa appendice è il frutto di un grande progetto di ricerca reso possibile da CSE Crescendo nella persona del suo CEO Cesare Sacerdoti.
Il Libro sarà edito da IPOC di Pietro Condemi. Lo presenteremo il giorno 11febbraio preso l’Università di Modena grazie alla collaborazione con il Prof. Giancarlo Corsi. La presentazione è sponsorizzata dalla Banca Popolare dell’Emilia Romagna.
Ci attendiamo la presenza di tutti le persone libere e forti per iniziare a cambiare radicalmente le modalità di governo di imprese, organizzazioni e istituzioni.