"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero
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venerdì 29 gennaio 2016

Le statue nascoste e il governare

di
Francesco Zanotti

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Al di là del fatto che sia giusto o sbagliato che siano stati nascosti capolavori alla vista di un Capo di Stato straniero, voglio parlare del tema del governare. Il problema è che nessuno oggi governa alcunché.
Governare significa avere influenza sui comportamenti delle persone. Poi qualcuno può pensare che si può avere solo una influenza indiretta attraverso i valori. E sarebbe una vera e propria sciocchezza scientifica. Ma in modo indiretto o diretto, chi governa deve generare i comportamenti più opportuni per il ”funzionamento” del sistema che è chiamato a governare.
Allora quando qualcuno, all’interno dell’area di governo di un Capo, mette in atto comportamenti giudicati inopportuni, la responsabilità è certamente del Capo.
In questa vicenda, invece i Capi (e tanto più sono Capi) dichiarano che loro non sapevano cosa facevano i loro sottoposti.  Ma, così facendo dichiarano che non governano i comportamenti dei loro sottoposti. Quindi dichiarano che non governano nulla.

Ma mi si può obiettare che non si possono tenere sotto controllo i comportamenti. Ecco si tratta di un’altra sciocchezza scientifica. Esistono le conoscenze per riuscire a fare emergere da una organizzazione, da ogni  gruppo umano un sistema di comportamenti che siano funzionali agli obiettivi che ci si pone.

Il problema è che chi governa (manager in testa e, più sono alti in grado, più questo è vero) non solo non dispone di questa conoscenze, ma giudica “lesa maestà” che lo fa notare e le offre loro. Il risultato è che chi oggi governa, in realtà, cerca disperatamente di tener insieme solo il piccolo gruppo di persone che a lui riferisce, gli equilibri di questo gruppo. E si trincera dietro l’illusione che tutto il resto si possa governare con , liste di valori e burocraticità varie.

venerdì 27 marzo 2015

Aerei, test e comunità

di
Francesco Zanotti

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Supponiamo che il drammatico incidente aereo di tre giorni fa sia stato causato da desideri autodistruttivi del co-pilota, cosa che, che come dice Gilberto Corbellini sul Sole 24 Ore di oggi, è tutt'altro che definitivamente provata.
Come si pensa di affrontare l’evenienza che si manifestino questi comportamenti autodistruttivi? Le aree attualmente considerate sono due: le norme di sicurezza e i test psico-attitudinali.
Certamente servono, ma sono condizioni necessarie, non sufficienti. Quello che manca è la costruzione di comunità di significato. Oggi le imprese costruiscono solo gruppi di funzionamento lasciando ad ogni persona il “peso” di assegnare un significato esistenziale al ruolo funzionale che deve coprire. E’ necessario trasformare i gruppi di funzionamento in comunità di significato. Intendo dire che il gruppo di lavoro deve diventare un luogo in cui le persone insieme elaborano il significato di quello che fanno. Se le comunità sono così intense, sono lo strumento migliore per evitare l’emergere di disagi psicologici rilevanti ed evidenziarli appena si manifestano: le comunità sono il luogo privilegiato in cui si manifestano. Le persone comunicano i propri disagi alle loro comunità di riferimento.
Se le imprese non favoriscono la trasformazioni in comunità di significato, aumentano le possibilità di nascita del disagio, del suo consolidarsi nel silenzio e nell'esplodere in comportamenti che devono essere socialmente distruttivi perché la comunità degli altri che non è capace di vedere il disagio della persona, finalmente se ne accorga. Si costringono le persone che provano disagio a comunicarlo attraverso urla di terrore.
Allora il costruire comunità di significato è l’ennesimo nuovo adempimento che si aggiunge ai mille altri?
No! Le comunità di significato hanno anche prestazioni operative molto migliori dei semplici gruppi di funzionamento.
Ovviamente le comunità di significato non sono importanti solo all'interno delle imprese, ma sono importanti anche comunità di clienti che danno significato, al di là delle funzionalità, ai prodotti ed ai servizi. E le comunità di stakeholder che danno significato sociale all'attività di impresa.
Allora da domani vedremo tutte le imprese a preoccuparsi di costruire comunità di significato? No, continueranno a limitarsi a test e procedure. Per costruire comunità di significato occorre una cultura manageriale radicalmente nuova che mette in ridicolo la figura del manager decisionista che, oramai è solo un creatore di guai. Ma i manager non possono accettare una nuova cultura: sono stati “allevati” col mito del merito, dell’essere bravi. Ora dovrebbero dire che il loro essere bravi andava bene nel passato. Dovrebbero accettare per essere bravi oggi devono imparare cose nuove e dirigere in modo radicalmente diverso. La loro debolezza esistenziale impedisce loro di rischiare un passo di questo tipo.


venerdì 16 dicembre 2011

Comportamenti che "uccidono"

Anche i comportamenti sono una minaccia alla sicurezza?
 Possono norme e dispositivi indirizzare i comportamenti?
Il 26 Maggio 2010 si consumò a Milano l'ennesima tragedia su lavoro: un operaio precipitò, morendo, in un pozzo del cantiere del grattacielo Garibaldi-Republica.
Il Corsera del 15 Dicembre scorso riporta una notizia sorprendente, a detta del cronista: oltre i datori di lavoro, sono stati chiamati a giudizi anche due colleghi dello scomparso, rei di aver avuto un comportamento "pericoloso".
Attenzione, il mio scopo non è quello di strumentalizzare, per motivi ideologici o altro, un episodio così grave, ma fare alcune considerazioni su una realtà ormai chiara a tutti: non siamo ancora in grado di comprendere le cause alla base dei comportamenti.
Con conseguenze drammatiche, la morte delle persone, o semplicemente costose, le resistenze al cambiamento.
Perchè?