"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero

lunedì 12 agosto 2013

Ma ... dove è? La descrizione della vostra organizzazione …

di
Francesco Zanotti


Penso che sarete tutti d’accordo che non si può fare funzionare un sistema se non lo si conosce. Meglio: del quale non si dispone di una descrizione esaustiva.
Anche della vostra casa esiste una descrizione esaustiva: altrimenti non sarebbe stato possibile costruirla. E quando questa descrizione la si fosse persa (ad esempio si fosse persa la descrizione dell’impianto elettrico) sarebbero dolori (per l’elettricista che la dovrebbe ricostruire con mille difficoltà).
Bene … e la descrizione della vostra organizzazione, dove è? In quale cassetto della vostra scrivania? In quale segreta cassaforte? Ovviamente non intendo organigrammi e cose simili. Ma intendo, ad esempio, i sistemi cognitivi delle persone, i loro sistemi relazionali, le diverse antropologie dei diversi luoghi dell’organizzazione.
Io credo che questa descrizione non esista in nessun cassetto e in nessuna cassaforte. E, peggio, credo non la si possa neanche costruire …
Quindi?
Ovviamente la conclusione è che una organizzazione non la si può far funzionare …

Ma, allora, cosa significa gestire?

sabato 10 agosto 2013

Citazioni mobilitanti

di
Francesco Zanotti


Dopo le citazioni imbarazzanti (che ci costringono a mettere in discussione idee e prassi consolidate), citazioni mobilitanti. Quindi responsabilizzanti. Ma siamo in agosto … Certo ma poi viene settembre e ritroviamo non solo il nostro lavoro, ma anche i volti e le storie di tutti coloro il cui futuro dipende da noi …
E’ una citazione tratta da seminario di CSE Crescendo sull'organizzazione quantistica. L’autore è il Prof Eliano Pessa, un fisico teorico, direttore del Dipartimento di psicologia dell’Università di Pavia. La sua “idea”: “ … la Fisica Quantistica può anche essere vista come un framework concettuale per descrivere sistemi complessi soggetti a ineliminabili fluttuazioni di fondo.”. In realtà egli si riferiva a quella particolare visione della fisica quantistica che si chiama Teoria Quantistica dei Campi.
Perché mobilitante? Perché citata d’estate? Mobilitante perché propone di usare una teoria mai affrontata per spiegare quello che oggi viene lasciato ad un mix di intuito, esperienza che, però, funzionano sempre meno. Intendo riferirmi al fatto che ogni organizzazione è dotata di una sua autonoma capacità di sviluppo, derivata da un continuo ribollire dell’umanità che la costituisce. Fluttuazioni che oggi nessuno sa comprendere fino in fondo. E tanto meno sa gestire. Il Prof. Pessa ci indica una possibile via: l’utilizzo della teoria quantistica dei campi. Perché non approfondire il tema? Mi riferisco soprattutto alle imprese leader di questo paese ed ai manager che le guidano. Perché non approfondire una nuova conoscenza che può esser rivoluzionaria?
Perché d’estate? Perché non abbiamo l’alibi delle urgenze che, forse, però, nascono proprio dal fatto che non sappiamo comprendere e gestire il ribollire umano. Quel ribollire umano che, forse invece, si attende da noi qualcosa di rivoluzionario. E a settembre, se guardiamo bene i loro volti, riusciremo a leggere quella domanda di straordinarietà che si chiede alle classi dirigenti in periodi di cambiamenti epocali. Responsabilità: non deludiamo questi sguardi.


martedì 6 agosto 2013

“Citazioni imbarazzanti” n° 7: il cervello non riceve e non registra.

di
Francesco Zanotti


Per realizzare un progetto strategico o un progetto di cambiamento organizzativo è necessario comunicarlo efficacemente. In modo che la gente lo capisca fino in fondo e lo realizzi.
L’ipotesi di base è che il cervello “riceva” (quindi la comunicazione deve essere chiara) e che registri per ricordarsi quando occorre mettere in atto. Eh sì, non basta che una persona capisca, deve anche ricordare … Già qui c’è qualcosa che non va perché chi comunica non aiuta in nessun modo il ricevente a ricordare.
Ma il problema è più profondo. Ecco la citazione: “Il cervello procede per astrazione e generalizzazione”. Tratta da Strutture di Mondo a cura di Lucia Urbani Uivi; Dissipazione e coerenza nella dinamica cerebrale di Giuseppe Vitiello, pag. 117.

Ma se il cervello non riceve e registra, ma astrae e generalizza, tutti avranno inevitabilmente una immagine diversa del progetto strategico o di cambiamento da realizzare. E non c’è modo di sapere come una persona astrae e generalizza. Quindi che senso hanno espressioni come “La comunicazione del cambiamento?”. Indicano non uno sforzo gestionale, ma il banale racconto di se stessi.

domenica 4 agosto 2013

“Citazioni imbarazzanti” n° 6: inaccessibilità.

di
Francesco Zanotti

Antonio Damasio: Il sé viene alla mente, Adelphi, pag.95. Damasio è uno dei più autorevoli neuroscienziati.
Egli sostiene (mi scuso per l’estrema semplificazione) che il cervello “imita” l’ambiente che lo circonda costruendone mappe (o immagini mentali).
Due citazioni dal suo libro. La prima: “la coscienza ci permette di esperire mappe come immagini e di manipolare queste ultime applicando loro il ragionamento.”, pag. 87. Allora per conoscere una persona, è necessario conoscere le sue immagini mentali. Forse, perché il discorso di Damasio andrebbe approfondito. Ma un’altra citazione rende velleitario cercare di percorrere questa via, pur da verificare. Infatti: “Le immagini visive, auditive o di qualsiasi altra varietà sono direttamente disponibili, soltanto per il proprietario della mente in cui si formano.”.

Conoscere le competenze o i valori di una persona vuol dire, allora conoscere le mappe mentali corrispondenti. Bene, ma questo non è possibile. Se proviamo ad analizzare competenze e valori, otterremo solo la risposta che viene suggerita alla persona dalla mappa che il suo cervello ha formato per descrivere il nostro tentativo di misura. Misurando, non misuriamo quello che vogliamo misurare, ma rileviamo solo la reazione a questo nostro misurare. Che può anche essere “incazzata”, anche se ammantata di gentilezza.


giovedì 1 agosto 2013

“Citazioni imbarazzanti” n° 5: misurare o giocare?

di
Francesco Zanotti


Gareth Morgan in Images (sto parlando di un classico, non di qualche stramberia quantistica) racconta che Taylor (sì, proprio quello del Tayolorismo) insisteva che prima di iniziare a giocare a baseball “si misurasse accuratamente il campo in modo che ogni cosa si trovasse al posto giusto; di modo che si finiva con il passare buona parte del tempo nelle misurazioni.”.
Anche oggi il management (e la consulenza) è troppo spesso solo misura. E, così, si dimentica il gioco del costruire il mercato.
Ovviamente non li sfiora (soprattutto i consulenti) il dubbio che cercare di misurare un sistema umano è una sciocchezza scientifica.