"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero

venerdì 11 ottobre 2013

Pensate ad una riunione …

di
Francesco Zanotti


… magari ad una riunione interfunzionale, tra capi di funzione. O una qualunque altra riunione tra persone che non lavorano a stretto contatto di gomito, ma si vedono periodicamente …
Una riunione di questo tipo aggrega un gruppo di persone. E, in questo gruppo, si attivano almeno tre dimensioni: cognitiva, sociale ed antropologica.
I partecipanti a questo gruppo si portano dietro le dimensioni cognitive, sociali ed antropologiche dei gruppi di provenienza. Quindi, in un gruppo, si attivano relazioni complesse tra attori che si portano già dietro una loro complessità irriducibile.
Come vengono gestite queste riunioni? Usando il sistema di conoscenze che ha chi la guida. Attenzione … Non si può dire: io non conosco le dinamiche che si scatenano, quindi non le tocco.
Chi guida una riunione deve gestire inevitabilmente tutte queste dimensioni. Forse non se ne accorge, ma lo fa. E lo fa usando le conoscenze sulla cognitività di una persona, sulla socialità e sull’antropologia di un gruppo che sono nella sua disponibilità.

Insomma, un manager si costruisce inevitabilmente una sua teoria delle dinamiche cognitive, sociali ed antropologiche. Forse allora gli interessa anche sapere cosa si è scoperto di queste dinamiche …

mercoledì 9 ottobre 2013

Higgs e l’emergere della organizzazione informale

di
Francesco Zanotti


Su balbettanti poietici http://balbettantipoietici.blogspot.it/ ho postato un pezzo sul Premio Nobel della fisica dato a Higgs e Englert.
In questo blog completo il discorso per quanto riguarda l’organizzazione informale. E che c’entra l’organizzazione informale?
Io credo che Peter Higgs e Soci abbiano proposto un modello che non serve solo a capire tante cose del mondo delle particelle elementari, ma che serva a capire come si formano le identità: emergono da uno sfondo che si concentra intorno a dei catalizzatori che, però, non hanno la più pallida idea di cosa uscirà dal loro catalizzare.
Stiamo lavorando su tre casi di utilizzo in questo senso delle idee di Higgs e Soci.
Il primo riguarda le dinamiche politiche ed è postato su http://balbettantipoietici.blogspot.it/
Il terzo riguarda la strategia di una impresa ed è postato su
Del secondo parlo in questo blog brevemente.
Il manager è come una particella che con la sua azione di governo catalizza massa da quel fondo che è costituito dalle persone che vivono nella organizzazione. Questa massa si chiama organizzazione informale, che è l’ambiente da cui emergono i comportamenti. Ma il manager non può sapere che tipo di organizzazione informale può emergere che tipo di comportamenti ne conseguiranno. Allora cosa vuol dire governare una organizzazione? Vuol dire governare processi di emergenza di un imprevedibile che, però, alla fine, deve sembrare a tutti bello e giusto.

Crediamo che i risultati che stiamo ottenendo siano un grande contributo sia alle prassi concrete di Governo, sia al ruolo ed all'aspetto futuro di quella area di conoscenza “trasversale” alle altre che si chiama sistemica.

martedì 8 ottobre 2013

Il tabu’ delle risorse cognitive

di
Francesco Zanotti


Dai, la menate troppo con la storia delle risorse cognitive, ci dicono qualche volta …
Risposta: sì perché ci piange il cuore vedere persone ed imprese in difficoltà perché non usano le risorse cognitive disponibili.
Amici, quando governiamo (pensiamo, decidiamo, ascoltiamo, giudichiamo, progettiamo etc.) sistemi umani siamo costretti a gestirne la dimensione razionale, emozionale, sociale e antropologica. Per farlo usiamo le risorse cognitive di cui disponiamo in ognuno di questi campi. Forse non ce ne rendiamo conto, ma usiamo, innanzitutto, la nostra visione del mondo: siamo epistemologi senza saperlo. Poi usiamo una nostra personale teoria della persona umana, anche una nostra particolare teoria cognitiva. E infine usiamo nostre personali teorie sociologiche e antropologiche.
Ma noi ci basiamo sulla nostra esperienza, mi potreste obiettare e non su teorie. Credo che sia una obiezione da ripensare: la nostra esperienza è sempre l’applicazione di una teoria, anche se non esplicita …

Amici, noi non possiamo non usare risorse cognitive. Ed allora: perché usare solo quelle che ci siamo sviluppati da soli e non attingere a quelle esistenti?  In particolare, perché non consapevolizzare qual è il patrimonio di risorse cognitive che stiamo utilizzando e quali sono quelle disponibili che non stiamo usando. Giusto per poter offrire alle imprese che ospitano la nostra vita il meglio esistente … 

sabato 5 ottobre 2013

Liberare l’esistenzialità profonda

di
Francesco Zanotti

Forse non basta dire che tutti gli umani sono uguali. Credo si debba andare oltre.
Gli esseri umani sono dotati di una esistenzialità profonda che, a tutti gli effetti, può essere considerata infinità. E’ una infinita potenzialità di divenire, di costruire futuro.
Essa cerca di manifestarsi nel mondo, di costruire un mondo a sua immagine e somiglianza.
Per farlo ha bisogno di risorse di intermediazione. In particolare ha bisogno di risorse cognitive. Esse sono contemporaneamente strumento e limite. Sono strumento perché ci si esprime attraverso di loro. Sono limite perché ci si può esprimere solo attraverso di loro.
Vogliamo veramente generare cambiamenti profondi? Allora dobbiamo arricchire il sistema di risorse cognitive a disposizione delle persone. Soprattutto dei manager e dei consulenti che oggi rischiano di tarpare le ali alle loro esistenzialità profonde perché dispongono di risorse cognitive troppo anguste per la complessità della realtà organizzativa che devono governare.

Ma non c’è il tempo di farlo … Certo, perché è proprio l’insufficienza delle risorse cognitive usate che genera tutte le crescenti complicazioni che ci intasano la vita di tutti i giorni. Un patrimonio di nuove risorse cognitive è liberazione personale ed organizzativa.

mercoledì 2 ottobre 2013

Che futuro per un settore che parla solo di costi?

(...e considera le persone solo come meri "esecutori")
di
Luciano Martinoli


Lettera aperta al presidente dell'associazione di logistica AILOG.
Il caso di un settore, ma quanti altri soffrono degli stessi problemi? Per quanto tempo ancora potremo sopravvivere con la schizofrenia di considerare le persone esclusivamente "esecutrici" di compiti e allo stesso tempo richiedergli innovazione, partnership, collaborazione, senza affrontare il tema dei comportamenti (la loro natura, il loro sistema di "governo")?