"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero
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giovedì 26 gennaio 2017

Cosa deve chiedere un manager alla filosofia?

 di
 Francesco Zanotti

Beh può chiedere qualche contenuto per riempire spazi di formazione “originali”.
Oppure può rivolgere alla filosofia domande essenziali e concrete per lo sviluppo delle imprese.
Propongo qualche esempio.
A metafisica, ontologia ed epistemologia deve chiedere quale tipi di visioni del mondo ci sono. Più concretamente: quale visione del mondo è più utile in un periodo di crisi?
Alla linguistica: ma cosa significa comunicare?
Alla logica ed alla matematica: ma cosa significa “ragionare”?
Alla filosofia della mente: ma chi è la persona umana?
All'etica: ma da dove emergono i comportamenti?
Alla politica: ma cosa significa partecipare?


All’estetica: ma quale è il ruolo del bello nello sviluppo di una impresa?

giovedì 20 marzo 2014

Spending review: tecnica e politica?

di
Francesco Zanotti

Leggo sul Sole 24 Ore il punto di Stefano Folli dove sostiene che, sulla “Spending review” la “tecnica” ha dato il suo responso. Ora tocca alla politica tenerne in conto o meno.
E, così, traspare in filigrana che il problema sono quelli che in fondo la spending review non la vogliono, sindacati in testa.
Discorso scientificamente infondato.
Innanzitutto, non esiste tecnica senza politica. Ogni scelta tecnica (anche ogni teoria scientifica) è fondata su di una certa visione del mondo. Non è mai neutra. Anche nelle proposte di Cottarelli (che non ho visto, ma non credo possano sfuggire a questa “legge”) vi saranno scelte politiche.
E, poi, le proposte di Cottarelli possono essere solo politiche. La ragione è che, in questo caso, non esiste la tecnica. Si può parlare di tecnica quando si tratta di applicare una teoria. Bene, per Cottarelli la teoria di riferimento dovrebbe essere la (e non una, altrimenti ritorna in ballo la politica) teoria dell’organizzazione. Il problema è che una teoria completa dell’organizzazione non esiste.
Il fatto che non esista una teoria non permette di parlare di tecnica. Solo ed esclusivamente politica.


venerdì 6 dicembre 2013

Liberazione cognitiva del top management

di
Francesco Zanotti



Siamo alla fine di un anno, ancora una volta difficile. Nonostante qualche ottimismo ufficiale ci attendiamo tutti un 2014 ancora difficile …
Noi pensiamo che potrà diventare un anno di svolta solo se attiveremo un processo di liberazione cognitiva.
Oggi siamo tutti prigionieri di una visione del mondo che è una versione quasi caricaturale, nella sua semplificazione estrema, della visione del mondo della fisica classica.
Questa visione va bene per costruire macchine, ma non per costruire organizzazioni e mercati. Se la usiamo per costruire organizzazioni e mercati, semplicemente non ci riusciamo. Non riusciamo a liberarci da una competizione insopportabile. Non riusciamo a mobilitare una organizzazione che ci sembra sempre più misteriosa e indolente.
Allora ci dobbiamo “liberare” dalla tirannia di una visione del mondo che, pur essendo parziale, è diventata egemonica. Soprattutto lo devono fare le classi dirigenti. In particolare lo deve fare il top management delle imprese.
Come?
Accostandosi alle visioni del mondo alternative che sono emerse in quasi tutte le scienze naturali ed umane.  Modi di guardare il mondo e di pensare nuovi.
Noi stiamo preparando “occasioni e strumenti”, pensati per il top management che hanno come obiettivo di rispondere alle seguenti domande:
·        quali sono i nuovi modi di pensare che emergono dalle scienze naturali ed umane?
·        come permettono di cambiare i processi di governo strategico-organizzativo?

L’appuntamento è per l’anno prossimo …

sabato 30 novembre 2013

Cosa deve chiedere un manager alla filosofia?

di
Francesco Zanotti


Beh può chiedere qualche contenuto per riempire spazi di formazione “originali”.
Oppure può rivolgere alla filosofia domande essenziali e concrete per lo sviluppo delle imprese.
Propongo qualche esempio.
A metafisica, ontologia ed epistemologia deve chiedere quale tipi di visioni del mondo ci sono. Più concretamente: quale visione del mondo è più utile in un periodo di crisi?
Alla linguistica: ma cosa significa comunicare?
Alla logica ed alla matematica: ma cosa significa “ragionare”?
Alla filosofia della mente: ma chi è la persona umana?
All'etica: ma da dove emergono i comportamenti?
Alla politica: ma cosa significa partecipare?


All’estetica: ma quale è il ruolo del bello nello sviluppo di una impresa?

domenica 20 ottobre 2013

Il contributo delle scienze cognitive per lo sviluppo di persone ed organizzazioni

di
Francesco Zanotti
La capacità di ascolto, di costruzione di proposte e di espressione dipendono dalle risorse cognitive delle persone. Esempi di risorse cognitive sono la visione del mondo e i linguaggi. Il sistema di risorse cognitive di una persona evolve e, se non viene continuamente messo in discussione, tende a diventare auto riferito, bloccato. Persone con sistemi di risorse cognitive bloccati non sapranno ascoltare, confliggeranno con chi non la pensa come loro, ripeteranno sempre le stesse idee come un disco rotto.
L’utilizzo del paradigma delle risorse cognitive cambia completamente la visione del “governare” persone ed organizzazioni. Ad esempio, rivela il paradosso di una delle competenze manageriali che vanno per la maggiore. La capacità di negoziazione. Non parlate di negoziazione. Quando è necessario negoziare è perché ci si trova di fronte a due sistemi di risorse cognitive diversi e bloccati. Che faticosamente costruiranno compromessi che, subito dopo, sconfesseranno. Cercare di sbloccare i sistemi di risorse cognitive prima.
Le scienze cognitive ci danno un contributo importante a capire i processi di evoluzione dei sistemi di risorse cognitive e come gestire questa evoluzione.
Le scienze cognitive sono in profonda evoluzione. Io credo che l’approccio più interessante sia quello proposto da Giuseppe Vitiello e fondato sulla teoria quantistica dei campi. Comprende e supera le visioni, ad esempio, di Edelman, Damasio, Tononi ed altri. Si muove all'interno della visione quantistica della conoscenza. Noi abbiamo dato un contributo sia teorico che di operatività.


martedì 8 ottobre 2013

Il tabu’ delle risorse cognitive

di
Francesco Zanotti


Dai, la menate troppo con la storia delle risorse cognitive, ci dicono qualche volta …
Risposta: sì perché ci piange il cuore vedere persone ed imprese in difficoltà perché non usano le risorse cognitive disponibili.
Amici, quando governiamo (pensiamo, decidiamo, ascoltiamo, giudichiamo, progettiamo etc.) sistemi umani siamo costretti a gestirne la dimensione razionale, emozionale, sociale e antropologica. Per farlo usiamo le risorse cognitive di cui disponiamo in ognuno di questi campi. Forse non ce ne rendiamo conto, ma usiamo, innanzitutto, la nostra visione del mondo: siamo epistemologi senza saperlo. Poi usiamo una nostra personale teoria della persona umana, anche una nostra particolare teoria cognitiva. E infine usiamo nostre personali teorie sociologiche e antropologiche.
Ma noi ci basiamo sulla nostra esperienza, mi potreste obiettare e non su teorie. Credo che sia una obiezione da ripensare: la nostra esperienza è sempre l’applicazione di una teoria, anche se non esplicita …

Amici, noi non possiamo non usare risorse cognitive. Ed allora: perché usare solo quelle che ci siamo sviluppati da soli e non attingere a quelle esistenti?  In particolare, perché non consapevolizzare qual è il patrimonio di risorse cognitive che stiamo utilizzando e quali sono quelle disponibili che non stiamo usando. Giusto per poter offrire alle imprese che ospitano la nostra vita il meglio esistente …