"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero
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mercoledì 31 luglio 2013

“Citazioni imbarazzanti” n° 4. Non sono “cose”, ma processi emergenti.

di
Francesco Zanotti


Da Incertezza ed organizzazione di Ugo Morelli, edito da Raffaello Cortina, pag 45.
Le organizzazioni oggi riservano a se stesse la pretesa di utilizzare in modo funzionale risorse come l’intelligenza, l’apprendimento, le relazioni cooperative e le competenze, trattandole come cose e ritenendo di poterle usare a comando, come prescrizione, così come nelle forme industriali dell’azione organizzativa ottenevano l’esecuzione.

Aggiungo che, non solo le “cose” che ha citato il Prof. Morelli non sono cose, ma accade “di peggio”.

Accade che evolvano autonomamente. Questo significa che le organizzazioni non funzionano, ma evolvono. Il funzionamento è un sotto prodotto dell’evoluzione. Gestire non significa far funzionare, ma guidare il processo di evoluzione autonoma di una organizzazione. Che ovviamente, prima, occorre conoscere ...

giovedì 4 aprile 2013

Una pausa di riflessione


di
Francesco Zanotti


Dopo la pubblicazione dei primi sette capitoli che ho scritto e che abbiamo diffuso, propongo ai lettori di questo blog una riflessione complessiva.

Il primo messaggio che voglio dare è: il management è un’area di conoscenza umana come le altre. Questo significa che anche nel management sono possibili “cambiamenti di paradigma”. Che rivoluzionano sia la teoria che la prassi di gestione delle nostre imprese.
Ovviamente ogni cambiamento di paradigma deve partire dallo stato dell’arte complessivo delle conoscenze manageriali e compiere una vera e propria rivoluzione di esse.

Il libro che sto scrivendo si propone come cambiamento di paradigma.

I primi sette capitoli hanno presentato l’ineluttabilità di un cambiamento di paradigma. E credo che nel cuore di molti questa ineluttabilità sia già percepita, anche se non razionalizzata.
Ecco la sintesi dei contenuti dei primi sette capitoli.

venerdì 29 marzo 2013

Capitolo 7: Struttura ed evoluzione della organizzazione informale

di
Luciano Martinoli

Dopo aver illustrato la "forma" inusuale, quella quantistica, dell'organizzazione informale e di come essa è dotata di vita proprio, evolvendo di continuo, rispondiamo ad un impellente, e forse anche inquietante, interrogativo: cosa accade se non faccio nulla, se lascio che evolva come vuole e crede?
Detto meglio: quali sono i processi di evoluzione autonoma della organizzazione informale, così determinante per i comportamenti?
E per finire: il "change management" ha un fondamento, almeno logico, nell'affrontare il tema?

A richiesta verrà inviato il capitolo.

mercoledì 9 gennaio 2013

L’ottica del “Change” è primitiva


di
Francesco Zanotti


Sembra che se non sei nell’ “ottica del Change” sei una specie di troglodita che si aggira per le organizzazioni … Magari peggio: sei uno stolto reazionario che vuole conservare l’esistente per conservare ruoli di potere che il “Change” potrebbe rimettere in discussione.
Ebbene, vorrei ridiscutere tutto questo sostenendo che l’ottica del Change è primitiva.
Essa parte dall'ipotesi che le organizzazioni tendono alla stabilità, a meno che non interviene un manager esperto che la costringe a cambiare.
Ebbene l’organizzazione ha un suo processo di evoluzione autonoma che “agisce” ogni giorno. Questo significa che, mentre noi progettiamo cambiamenti, l’organizzazione cambia per i fatti suoi in un modo che non è prevedibile.
Quello che possiamo fare è conoscere questo processo di evoluzione autonoma e governarlo …