"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero
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giovedì 15 dicembre 2016

Il segreto della produttività “sana”: eliminare i livelli manageriali intermedi …

di
Francesco Zanotti

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L’opinione non è la mia, ma di Gary Hamel e di Michele Zanini. E l’aumento della produttività non riguarda solo la riduzione dei costi, ma la generazione di valore. Infatti: sono i livelli manageriali intermedi che bloccano l’innovazione.

Il riferimento è ad un post pubblicato sul sito di “Management Innovation eXchange”.
In America nel 2014 vi erano 23.8 milioni di manager, supervisor e amministratori che svolgono funzioni burocratiche, nel senso di gestione della macchina organizzativa.
In cifre significa: 1 burocrate ogni 4.7 dipendenti, il 17,6% della forza lavoro, il 30% dei costi totali del personale.
Bene, sostengono gli autori: eliminiamoli. Non nel senso di licenziarli, ma di spostarli ad attività legate alla produzione di valore: dalla vendita alla progettualità strategica. Gli esempi proposti sono tanti e tutti molto interessanti.

Aumentiamo quindi il numeratore della produttività: il valore prodotto per persona. E dimentichiamoci la voce “costo”. Pensando alle banche: non licenziate, ma fate fare altre cose alle persone che avete. Il problema è che non sapere cosa far loro fare.

giovedì 13 ottobre 2016

La delega che porta ad una non voluta autogestione

di
Francesco Zanotti

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Il delegare è il modo migliore per non fare quello che è importante, ma "faticoso”. Così, però, significa deresponsabilizzarsi. E nelle imprese, soprattutto le più grandi, si arriva ad una sostanziale autogestione strategico-organizzativa che a parole è aborrita come la peste.

Contrariamente a quello che si pensa, i top manager delegano troppo. Forse non nella forma, ma, certamente, nella sostanza.
Non si occupano di persone e di organizzazione. Se non con qualche proclama o con il buttar fuori le persone, anche se non sanno, alla fine quanto costa, non solo strategicamente (le conoscenze e le relazioni di cui si provano), l’operazione. Poi tocca al management operativo gestire organizzazione e persone. E anche il management di secondo livello cercherà di delegare. Così scendendo di delega il delega, si arriva ad una sorta di sostanziale autogestione da parte dei diversi gruppi organizzativi.
Ma non si occupano neanche di strategia, questa volta né formale né sostanziale.
La strategia sostanziale è fatta dai comportamenti delle persone. Ma, poiché di persone non si occupano, sono le persone che scelgono liberamente i comportamenti che vanno a fare emergere la strategia sostanziale delle imprese.
Non si occupano neppure di progettualità strategica. Cioè non si occupano di quel processo di costruzione del Business Plan che costituisce il risultato della progettualità strategica.
In sintesi il delegare finisce nella sostanziale e assolutamente non voluta  autogestione dell’impresa.


venerdì 15 agosto 2014

Responsabili HR e crisi

di
Francesco Zanotti
La figura chiave per permette un nuovo sviluppo è la figura del responsabile HR.
Ma non perché gestisce le risorse umane. Le gestiscono gli uomini di linea. Ed i Responsabili HR devono fornire loro le risorse cognitive per farlo.
Ma perché possono fornire al top management le risorse cognitive che servono alla rivoluzione strategica delle imprese.
Messaggio già proposto?
Sì: autorevolmente su questo blog da Luciano Martinoli
Ma oggi 15 agosto tutti stanno riconoscendo che la crisi non si risolve. E la crisi la si risolve solo con una nuova progettualità strategica. Il tema, allora, di chi fornisce alle imprese le risorse cognitive (le conoscenze e le metodologie di strategia d’impresa) per attuare una nuova progettualità strategica diventa il punto. Tutto il resto sta in secondo piano.
Allora, cari Signori Responsabili HR, soprattutto di grandi imprese, non abbiate paura. Lo so che sembra autolesionistico affermare di non disporre delle conoscenze e delle metodologie di strategia d’impresa, ma tant’è! Non rinunciate al vostro ruolo storico di fornire alle persone delle vostre imprese le risorse chiave per lo sviluppo.
Non dovete neanche subire l’“onta” di chiedere aiuto a qualcuno. Non dovere chiedere aiuto a consulenti questuanti. Basta che navighiate questo e gli altri nostri due blog e trovare esposte, anche in forma operativa, le migliori conoscenze e metodologie di strategia d’impresa esistenti. Frutto di un grande progetto di ricerca, non di qualche nostra abilità particolare.
Fornitevi di queste risorse cognitive e rendetele disponibili al top management. Siete gli unici che possono fare questa “mossa” decisiva per uscire dalla crisi.