"Non è la mente l'origine dell'uomo, sono le passioni che originano tutto, anche il pensiero. E' il sentimento il seme dell'uomo, sono l'amore, la passione." (M. Tobino)
E' "vero" tutto ciò che ci piace e che decidiamo insieme agli altri che sia vero
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sabato 12 aprile 2014

Manca una teoria dei comportamenti

di
Francesco Zanotti


L’uomo si esprime attraverso i comportamenti. A meno che qualcuno riesca a dimostrare che è “telepatico” … Ma io, pur conoscendo tutte le stranezze con le quali cercano di differenziarsi i consulenti, un “Telepathic management” non l’ho ancora sentito.
I comportamenti sono quelli che generano i risultati. Quindi, per governare una organizzazione è necessario saper governare i comportamenti delle persone.

Bene questa esigenza è del tutto insoddisfatta.
Non si cerca di governare direttamente i comportamenti, ma si cerca di farlo governando delle entità intermedie. Ma così non si va da nessuna parte.

Mi spiego.
Ho preso da un libro che presentava alcuni casi importanti di interventi formativi e di cambiamento un esempio. 
Una impresa si è data come obiettivi:
·   comunicare all'intera popolazione aziendale, in modo omogeneo, uniforme e capillare, le scelte previste dal piano industriale … ;
· motivare le persone alla gestione delle sfide del cambiamento e rafforzare lo spirito di appartenenza;
·    adottare un nuovo stile di comunicazione interna concentrato sul coinvolgimento delle persone.

Ora la prima osservazione da fare è  ...

giovedì 13 giugno 2013

Azionisti e CEO si impicciano: i Rating dei Business Plan

di
Francesco Zanotti


Una volta ho incontrato una persona che si occupa di Change Management e gli ho chiesto: ma quando fate manifestazioni, eventi seminari il vostro pubblico dovrebbe essere metà di specialisti e metà di “clienti”? Per “clienti” intendo gli utilizzatori e beneficiari di queste metodologie: CEO ed Azionisti.
Avrei dovuto chiedere perché, secondo questa persona, CEO ed Azionisti non si interessavano di Change Management. Mi avrebbe risposto che non si rendevano conto dell’importanza del ruolo delle metodologie e degli specialisti di Change Management. Avrei dovuto replicare che, forse, invece, se ne rendevano conto troppo fin bene…
Ma non ho detto nulla. Anche perché avevamo un'idea su come coinvolgere Azionisti e Top Manager … Non so fino a che punto nel modo in cui desidererebbero gli specialisti di Change Management e di gestione delle risorse umane in generale.
L’Evento.
Abbiamo costruito una metodologia per assegnare Rating ai Business Plan (o Progetti Strategici o piani industriali) delle imprese e l’abbiamo applicata alle società degli indici FTSE Mib e STAR della Borsa di Milano. Questo Rating esplora due variabili: la Completezza del Business Plan e il processo attraverso il quale il Business Plan viene redatto.
Per assegnare i voti di completezza abbiamo confrontato i Business Plan con un modello ideale di Business Plan che abbiamo ricavato dallo stato dell’arte delle conoscenze strategiche a livello internazionale.
I migliori voti di processo sono stati assegnati a quelle società che hanno maggiormente coinvolto tutta l’organizzazione nello sviluppo del Business Plan.
Presenteremo questi Rating il giorno 19 giugno a Milano al Palazzo Giureconsulti, Sala Parlamentino, Piazza Mercanti 2, Milano, dalle 9,30 alle 12,30. L’ingresso è ovviamente libero.
Milano Finanza ha anticipato sabato scorso i nostri risultati.
Quale è uno dei messaggi fondamentali che lanceremo? Che se una impresa avvia un processo di progettazione strategica dal basso, utilizzando metodologie opportune, non solo si garantisce che il Business Plan verrà realizzato. Ma si garantisce anche una incredibile ventata di innovazione e si scopre che, avviando questo processo, si gestisce il cambiamento, si formano e si mobilitano le persone etc. Cioè si rendono inutili le attuali metodologie e prassi di gestione del cambiamento e di sviluppo delle risorse umane.
Ma, allora, quale sarà, ad esempio, il futuro ruolo del responsabile delle risorse umane? Io dico che potrebbe essere il seguente: far sì che il Top Management disponga delle migliori conoscenze di strategia d’impresa e di gestione di processi di progettualità sociale.

Vedremo cosa ne penseranno gli Azionisti e i Top Manager che parteciperanno… 

domenica 26 maggio 2013

Prendete ….

di
Francesco Zanotti


… il Top Management e il Consiglio d’Amministrazione che lo guida (complicate, pure le cose, se volete, pensando ad una Governance Duale). Domanda: ma cosa amministrano, guidano, governano costoro? Risposta: sostanzialmente solo i Rapporti tra di loro. Ma non perché sono “cattivi”, ma a causa degli schemi cognitivi che usano …
Seguite il mio ragionamento: mi darete ragione.
Il top management riceve dal Consiglio d’Amministrazione l’incarico di predisporre il Piano Strategico (o Piano Industriale e Business Plan, che dir si voglia). E’ convinzione comune che questo lavoro richieda alcuni mesi. Poi il Piano Strategico deve essere approvato dal Consiglio di Amministrazione: facciamo un altro mese. Ah … salvo che il Piano Strategico sia un Piano di salvataggio o anche solo di ristrutturazione del debito, perché in questo caso dovete aggiungere il tempo di negoziazione con le banche. Poi, si può cominciare a comunicarlo. Prima che arrivi alle persone (sarebbe meglio dire: che lo capiscano e le convinca) passano altri due mesi almeno. Facciamo in tutto per essere buoni sei mesi? Bene, ma ... in questi sei mesi che è accaduto?
Come tutti credo convengano, la vera strategia sta nei pensieri e nei comportamenti (quello che fanno e dicono) delle persone quando producono, si relazionano, vendono ...
In questi sei mesi di elaborazione di vertice ogni persona si è figurata una sua strategia, ha detto e fatto quello che questa strategia suggeriva … E’ difficile che le strategie pensate dalle persone siano coerenti tra di loro. Basti pensare alla tradizionalissima differenza tra chi produce e chi vende … Ognuno si è convinto che la sua strategia sia giusta e se le cose vanno male è perché gli altri hanno in testa strategie sbagliate …
In questi sei mesi, mentre qualcuno progettava una strategia, le persone ne hanno messe in pratica mille altre, per nulla omogenee.
Se questo è vero i top manager e i Consigli d’Amminstrazione hanno gestito solo lo scrivere il Piano Strategico …
Mi direte: ma ora con una comunicazione motivante sistemiamo tutto: indirizziamo, omogeneizziamo.
Ma va …
Innanzitutto questi sei mesi possono aver generato danni irreparabili. E, in ogni caso, hanno creato convinzioni strategiche che il Piano non può smuovere. Anche perché contiene sempre generalità e basta. Contiene quello che gli schemi cognitivi di chi l’ha steso hanno reso visibile e desiderabile. E se top manager ed Amministratori sono rimasti lontani sei mesi dalla gente che pensa e fa, i loro sistemi cognitivi saranno diversi da quelli della gente. Così il Piano Strategico rischia di sembrare non una guida concreta, ma retorica senza senso concreto.

Mi avete seguito, quindi: convenite che top manager ed amministratori governano solo le relazioni tra di loro?